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Non indignari, non admirari, sed intelligeri

Spinoza


Il blog si legge come un testo compiuto sulla Cina. Insomma un libro. Il libro dunque tratterà del "pericolo giallo". Un "giallo" in cui l'assassino non è il maggiordomo ma il liberale. Peggio il maggiordomo liberale. Più precisamente il maggiordomo liberale che è in voi. Uccidetelo!!!Alla fine il vero assassino (a fin di bene) sarete voi. Questo sarà l'unico giallo in cui l'assassino è il lettore. A meno che non abbiate un alibi...ça va sans dire.
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martedì 6 marzo 2012

1.2: Come si è formata l’immagine che l’Occidente ha della Cina

1. I media e l’immagine distorta della Cina


…la Cina è l’indispensabile altro che l’Occidente deve incontrare per prendere davvero coscienza del profilo e dei limiti del suo io culturale.
Simon Leys



Il vostro paese è molto lontano dalla Cina. L’obiettivo delle vostre navi che giungono in Cina è di realizzare ampi profitti: dato che tali profitti sono conseguiti in Cina e sono di fatto tolti al popolo cinese, come è possibile che gli stranieri in cambio dei benefici avuti portino un simile veleno che arreca danno ai loro benefattori? (...) Mi è stato detto che avete severamente proibito l’oppio nel vostro paese, e ciò indica senza dubbio la vostra consapevolezza di quanto dannoso esso sia. Voi non volete che l’oppio arrechi danno al vostro paese ma scegliete di portare un simile danno ad altri paesi come la Cina? Perché?
Lettera del funzionario imperiale cinese Lin Zexu alla Regina Vittoria dell’agosto del 1839, alla vigilia dello scoppio della “guerra dell’oppio”.

Si deve ad un’osservazione del sinologo Mackerras l’aver sottolineato la differenza tra “immagine”, “realtà” e “verità”. Secondo Rawnsley è nella natura dei media occidentali andare verso gli “estremi” nella percezione di nuovi valori. La complessità della Cina fa si che sia difficile presentare un’immagine semplificata che possa essere descritta come accurata o inaccurata, per cui non è facile ridurre il gap tra l’immagine e la realtà (Views of China 2006). Tant’è, noi ci proveremo.


L’Occidente deriva gran parte della sua immagine attuale della Cina dalle vicende di Tienanmen (Views of China 2006). Sino a Tienanmen la Cina aveva goduto di una certa protezione o neutralità mediatica in Occidente. Non era il nostro nemico diretto durante la guerra fredda. Questo ruolo era detenuto dall’URSS con cui la Cina aveva addirittura iniziato una breve guerra. Attraverso la diplomazia del Ping Pong, con la visita di Nixon a Pechino nel 1973, si era adombrata una sorta di alleanza tattica con l’Occidente in funzione anti-sovietica. La Rivoluzione Culturale era stata un fenomeno cult nei giovani del sessantotto. L’immagine della Cina presso l’estrema sinistra si era formata su libri del tipo “Stella rossa sulla Cina” di Edgar Snow o su quelli di William Hinton. Tutto sommato l’Occidente pensava che la Cina maoista con la sua povertà egualitarista fosse una tigre di carta priva di influenza globale e comunque non aveva ancora assunto l’aspetto inquietante del Dragone in piena espansione, l’Orso russo incuteva più timore. Le riforme di Deng le avevano fatto perdere fascino nell’estrema sinistra ma aveva guadagnato prestigio nella sinistra tradizionale (PCI, Internazionale Socialista a cui il PCC era stato ammesso come osservatore).


I cinesi stentano a capire come mai la Cina pragmatica odierna desti molta più inquietudine che non quella ultra-rivoluzionaria del passato. Il problema è che oggi con la sua potenza conquistata nel commercio globale è percepita dagli USA e di conseguenza da tutto l’Occidente come la sfida a cinque secoli di dominio Occidentale [1]. All’immagine rassicurante degli anni ’80 quando l’opinione pubblica americana era favorevole alla Cina si è sostituita, grazie all’intervento nel Congresso USA delle lobby industriali concorrenti e dei sindacati che vedono nella Cina la minaccia ai posti di lavoro, un'immagine nella quale “l’Impero di Mezzo” è la reiterazione dell’Impero del Male con tanto di Gulag e di diritti umani violati. Questioni di politica interna e di politica globale dunque si sovrappongono. Dopo l’episodio di Tienanmen un'immagine ostile della Cina si è definitivamente consolidata, Immagine negativa che si è accentuata con gli assalti di massa dei giovani cinesi all’Ambasciata USA a Pechino e ai consolati americani nel resto del paese, dopo il bombardamento dell’Ambasciata cinese a Belgrado e, infine con la “repressione” dei monaci tibetani a Lasha nel 2008.

Chi siamo

Debunkers dei miti sulla Cina. Avversari della teoria del China Collapse e del Social Volcano, nemici dei China Bashers.