5. La via del socialismo
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| Costruire un'armoniosa nuova campagna socialista |
"La fabbrica è dei lavoratori. Il management non dà ordini come accade nella industrie tradizionali ma fornisce risorse ai lavoratori per produrre meglio", spiegano ancora mostrando il modello a piramide rovesciata dello stabilimento Haier. Ma guai a chiedere di spiegare meglio, a provare a capire se Haier è un’industria di Stato. "Non lo è", risponde cortese Zhang Tieyan. È privata? "Nemmeno". E allora cosa? "È controllata dai suoi stessi lavoratori".E che vuol dire di preciso? "Per voi occidentali è difficile capire".
Risposta di un manager della Haier all'inviato di Repubblica (Nola 2010)
Quando si parla di settore non statale oltre alle aziende private si intende anche le cooperative o altre aziende autogestite che sono un elemento pienamente socialista dell’economia. Lo stato si è tenuto le aziende migliori (un noto business-man americano ha affermato “le aziende che ci interessano non sono in vendita, quelle sono in vendita non ci interessano”(Egido 2007) poi ha passato le altre alle comunità locali che a loro volta le hanno passate alle cooperative. Quindi parecchie aziende che non sono più statali sono ora autogestite.
Lo sviluppo economico è stato guidato dalle imprese delle piccole città e dei villaggi: infatti molti dei guadagni dall’agricoltura sono stati investiti localmente nelle manifatture, spesso a basso contenuto tecnologico e di tipo “labour intensive” (Bedon 1994) . Le imprese cooperative industriali di villaggio, di proprietà di tutti gli abitanti dei villaggi o municipi interessati, vennero poi regolarizzate da una legge del 1990.L’incredibile successo delle “imprese di città e di villaggio” (TVE) ha sorpreso persino Deng Xiaoping, il quale affermò che sono «il nostro più grande successo (…) Questo risultato non è stato nulla di previsto da me o da alcuno dei compagni; è stato un fulmine a ciel sereno» (Hutton 2007, p. 90).






