Benvenuti

Non indignari, non admirari, sed intelligeri

Spinoza


Il blog si legge come un testo compiuto sulla Cina. Insomma un libro. Il libro dunque tratterà del "pericolo giallo". Un "giallo" in cui l'assassino non è il maggiordomo ma il liberale. Peggio il maggiordomo liberale. Più precisamente il maggiordomo liberale che è in voi. Uccidetelo!!!Alla fine il vero assassino (a fin di bene) sarete voi. Questo sarà l'unico giallo in cui l'assassino è il lettore. A meno che non abbiate un alibi...ça va sans dire.

sabato 11 maggio 2019

3.3.4: Xinjiang: la verità oltre la coltre di bugie

3.3 Xinjiang

I 56 popoli della Cina
Potrebbero esserci problemi di diritti umani in Cina, sarebbe sorprendente se non ci fossero. Ma qualsiasi cosa proveniente dal mainstrem dell’impero è completamente inutile per capire la situazione.
Nelle procedure dell'ONU, prima che intervenga il CERD è chiesto al paese interessato, in questo caso la Cina, di inviare una relazione. Cosa dice il documento presentato dalla Cina?
Innanzitutto come  è stato compilato il documento: «La relazione è stata preparata con la partecipazione diretta di persone appartenenti a minoranze etniche e anche le opinioni di organi legislativi, amministrativi e giudiziari, organizzazioni non governative competenti ed esperti in settori correlati sono state ampiamente sollecitate» (:2). Vediamo intanto cosa dice in particolare dello Xinjiang.

venerdì 10 maggio 2019

3.3.2: Xinjiang: le fake news dell'Impero

3.3 Xinjiang

Tecniche della disinformazione

Diego Bertozzi osserva che Obama, nel discorso a West Point del maggio 2014, sottolinea senza mezzi termini in quale campo la “potenza di fuoco” di Washington è ancora inarrivabile per gli avversari strategici: «I nostri valori ispirano i leader nei parlamenti e dei movimenti scesi nelle piazze di tutto il mondo […]. La nostra capacità di plasmare l'opinione pubblica mondiale ha contribuito a isolare la Russia. Grazie alla leadership americana il mondo ha immediatamente condannato le azioni russe, l'Europa e il G7 si sono uniti a noi nell'imporre sanzioni, la Nato ha rafforzato il nostro impegno per gli alleati dell'Europa orientale». Un vero e proprio esercito di riserva costituito da partiti amici, fondazioni, giornali e organizzazioni non governative (la “società civile”) può essere mobilitato per indebolire ogni opposizione e mettere in difficoltà governi ostili o anche solo timidamente indipendenti.
Il capobranco ordina e i giornalisti eseguono. Mai come ora i media sono stati allineati con quello che ormai si configura come una sorta di totalitarismo mediatico.

martedì 7 maggio 2019

3.3.1 Xinjiang: crimini di pace delle ONG

3.3 Xinjiang

 Uiguri che escono dalla Moschea protetti dalla polizia.

Nota: le immagini che mostreremo vengono quasi tutte da siti che vogliono dimostrare la politica antimussulmana della Cina. Ad esempio che la Cina proibisce ai mussulmani di andare in moschea, di vestirsi con abiti tradizionali, di portare il velo ecc. L'immagine tipica è quella di poliziotti vicino ad una moschea mentre i fedeli entrano o escono liberamente. Ma questo cosa significa? Dato l'alto numero di religiosi islamici assassinati dai fanatici può solo voler dire che i poliziotti proteggono i fedeli!!!

Sembra sia diventato di moda in alcuni ambienti particolarmente sensibili alla salute  fisica e spirituale passare dal "vegetariano nell’intervallo tra un pasto e l’altro" (ossia il pio monaco calzato Gucci, il Dalai Lama) e concentrarsi sui uiguri, interessamento assolutamente nobile e disinteressato. Certo forse occorrerà più di una pellicola di Hollywood per fare digerire il non proprio popolare islamismo radicale e soprattutto a far sapere dove si trovi la misteriosa regione popolata da questo simpatico e pittoresco popolo. Il livello di comprensione dell’Occidente per tali fenomeni è dato dall’ex ministro degli esteri francese Kouchner, che aveva difeso il popolo degli “Yogurt” (anziché Uigur, in francese).

sabato 18 novembre 2017

7.8: Xi Jinping: Formare e selezionare buoni funzionari

7. Socialismo vs. turbo-capitalismo


Spesso si sentono giudizi sulla Cina sparati a raffica dai marxisti occidentali: la Cina non è marxista, non è socialista e il PCC non è comunista.
Ebbene non starò qui a dilungarmi su cosa sia oggi il socialismo però occorre tenere conto di alcuni dati spesso trascurati. Il Partito Comunista Cinese ha qualcosa come 90 milioni di membri, più di quelli che avevano tutti partiti comunisti del mondo nel 1989, anno del “crollo del comunismo”. Secondo la prestigiosa Pew Reserch, agenzia americana che sonda la governance nel mondo, il governo cinese ha l’appoggio del 94% dei cinesi.
Un recente articolo di uno studioso inglese, John Ross su Global Times, ci illumina sulla realtà dello sviluppo cinese. La superiorità schiacciante dello sviluppo economico dei paesi socialisti che hanno seguito una politica maggiormente in sintonia con il modello cinese, dimostra la superiorità del modello, messo in opera dal PCC, alternativo a quello capitalista. Il modello capitalista si ispira oggi al Washington Consensus che è la strategia economica neoliberale dominante seguita dalle istituzioni economiche internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.

martedì 15 novembre 2016

10.1: Duterte e il Pivot to China


10. Geopolitica e Via della seta
Rappresentazione coloniale dei "negri" filippini da parte degli americani



Tranne che durante gli anni sessanta, quando la guerra filippino-americana del 1899-1902 è stata definita come "il primo dei Vietnam" il milione e quattrocentomila filippini morti sono stati generalmente rappresentati sia come danni collaterali o come vittime di un’insurrezione contro l'autorità imperiale degli Stati Uniti.
Gore Vidal

La Cina dimostra sempre di più di essere il principale polo di attrazione antimperialista. Per questo motivo la potenza declinante degli Stati Uniti cerca di isolare la Cina e l’asse Mosca-Pechino. Il Pivot to Asia da una parte, e la stessa guerra in Siria che colpisce un paese dove sono collocate le uniche due basi militari all’estero della Russia, hanno il compito di intralciare la Via della Seta ossia la principale via commerciale della Cina. C’è una potenza in piena parabola discendente che sta ostacolando lo sviluppo mondiale portando kaos e disordine e ce n’è un’altra in ascesa pacifica che crea infrastrutture, lavoro e sviluppo ovunque. La guerra in Siria vede gli USA in serie difficoltà così come il Pivot to Asia che sta collezionando parecchi insuccessi. Quello più clamoroso è dovuto allo spostamento di campo delle Filippine, nucleo del perno sull’Asia, giacché il paese si trovava in pieno contenzioso con la Cina per la sovranità sul Mar Cinese Meridionale, altro tentativo di condizionare le rotte commerciali cinesi. Qui il Pivot to Asia si è trasformato in Pivot to China. Naturalmente è bastato che il nuovo presidente Duterte mettesse in discussione la sacra alleanza con i vecchi colonizzatori, gli USA appunto, perché si scatenasse l’Armata Nazista dei Diritto-umanisti con tanto di Sinistra Imperiale al seguito.
E allora vediamo da vicino chi sia Rodrigo Duterte che si è sempre dichiarato di sinistra nonché il primo Presidente Socialista delle Filippine. Il neo-presidente durante gli studi universitari militò nel movimento studentesco di sinistra Kabataang Makabayan, i Giovani Patrioti, fondato nel 1964 dove lavorò con i futuri dirigenti del Partito Comunista delle Filippine ed ebbe come professore José María Sison, leader del PCF.

Chi siamo

Debunkers dei miti sulla Cina. Avversari della teoria del China Collapse e del Social Volcano, nemici dei China Bashers.