Benvenuti

Non indignari, non admirari, sed intelligeri

Spinoza


Il blog si legge come un testo compiuto sulla Cina. Insomma un libro. Il libro dunque tratterà del "pericolo giallo". Un "giallo" in cui l'assassino non è il maggiordomo ma il liberale. Peggio il maggiordomo liberale. Più precisamente il maggiordomo liberale che è in voi. Uccidetelo!!!Alla fine il vero assassino (a fin di bene) sarete voi. Questo sarà l'unico giallo in cui l'assassino è il lettore. A meno che non abbiate un alibi...ça va sans dire.

sabato 30 novembre 2013

6.4.5: Il paese con la crescita più veloce nel tenore di vita

ì6.4 Verso il benessere


Mai prima d'ora tanta ricchezza è stata creata da così tante persone in un così breve lasso di tempo.

Roderick MacFarquhar (Lorenz e Wagner 2007).

Molti a sinistra condannano la Cina perché ha la pretesa di far star meglio la gente attraverso lo sviluppo economico. Come ben sa la popolarissima sinistra occidentale per far star meglio la gente c’è una sola via: decrescere!!!

C’è chi pensa ingenuamente che l’aumento dell cosidetto “sviluppo umano” di cui abbiamo già parlato possa essere ottenuto senza l’aumento del tenore di vita, in altre parole dei consumi. Al fondo di questa pretesa non c’è ovviamente il marxismo ma qualche teoria legata alla controcultura anni ‘60 come abbiamo già avuto modo di spiegare. In altre parole l’aumento dello sviluppo umano ottenuto con la decrescita è una stupidaggine che infervora solo l’inconsistente sinistra occidentale. Il rapido aumento del PIL pro capite in Cina è indissolubilmente accompagnato da un rapido aumento del suo indice di sviluppo umano (ISU) che misura il progresso sociale di un paese.

Relazione tra PIL pro-capite e scala di soddisfazione di vita
Ovviamente il PIL in se può solo indicare il grado di potenza economica raggiunto da una nazione e ancora di più il PIL PPP (a parità di costo della vita) che in dica il livello del paese come produttore di merci e servizi comparabile con il livello dei prezzi. Però dice poco sul livello di vita. Per questo bisogna utilizzare il PIL procapite che ci indica quanto tocca a testa del PIL. Maggiormente preciso è il PIL procapite PPP che ci dice quanto ognuno può acquistare in fatto di merci e servizi. Si dice che il PIL è un indicatore imperfetto in quanto tiene conto solo degli aspetti ''materiali'. Indubbiamente esistono anche misure soggettive di benessere e di felicità, costruite sulla base di sondaggi internazionali che si fanno periodicamente. Questi sondaggi danno sempre inequivocabilmente la Cina in testa. Gli indicatori sviluppati dall’ONU come l’ISU (Indice di Sciluppo Umano) tengono conto anche degli aspetti immateriali per così dire. Ma se si pensa che i fattori “immateriali” non abbiano a che fare con il PIL procapite si è completamente fuori (Topa e Brusco 2010). Secondo Keidel l’aumento inferiore alle attese dei consumi all’inizio della crisi economica in Cina è dovuto proprio alla crisi stessa (Keidel 2009). Ma la cosa interessante (e forse non molto nota) è che tipicamente questi indicatori ,che abbiamo definito immateriali, finiscono per essere molto correlati al PIL. La correlazione fra PIL pro capite e le misure soggettive di benessere è 0,82; quella fra il ranking di ciascun paese con il PIL pro capite e l'indice di sviluppo umano è addirittura pari a 0,95. La correlazione fra due misure assolutamente identiche è pari a 1; sono quindi valori molto alti, che ci dicono, ad esempio, che l'indice di sviluppo umano fornisce informazioni non troppo distanti al PIL pro-capite a parità del potere d’acquisto nella "graduatoria" dei paesi (Wolfers 2010).

Correlazione tra graduatoria del PIL pro-capite
e quella dell'Indice di Sviluppo Umano
Non dovrebbe sorprendere che il PIL sia altamente correlato con l’Indice di Sviluppo Umano, visto che in quest'ultimo gli altri fattori che intervengono oltre al PIL pro-capite sono il livello di istruzione e le aspettative di vita (e tutte le società ricche possono permettersi buone scuole e sanità altrettanto buona) e PIL stesso. In generale fanno eccezione alcuni paesi petroliferi con basso livello di istruzione o paesi africani ricchissimi di materie prime e con una speranza di vita molto bassa, dovuta all'AIDS e altre malattie endemiche. Diciamo però che da questo punto di vista la Cina svetta. L’agenzia dell’ONU che se ne occupa dice che la crescita dello “sviluppo umano” della Cina è stato il più alto del mondo negli ultimi 30 anni. La Cina ha anche la crescita più veloce del mondo nei consumi, mentre la sua popolazione vive significativamente più a lungo di quanto ci si aspetterebbe dal livello del suo sviluppo economico. La Cina ha dunque l’ascesa più veloce del mondo nel tenore di vita.
Aumento del PIL pro-capite tra il 2001 e il 2011
Coloro che sostengono che il livello dei consumi in Cina è debole, lo fanno basandosi sulla quota della spesa delle famiglie sul PIL che è effettivamente una  percentuale relativamente piccola del PIL, ma questo non significa che Cinesi non spendano. La Cina è anzi la migliore storia di successo nel consumo mondiale, con “un’incredibile crescita delle vendite di tutto, dalle bibite ai SUV” (Rothman 2012). “Una delle affermazioni più strane sulla Cina che a volte appare nei media è che ha una lenta crescita dei consumi e del tenore di vita. In realtà la Cina ha la più veloce crescita di consumo di qualsiasi paese del mondo - se questa viene misurata soltanto dai consumi delle famiglie o include consumi pubblici in aree di vitale importanza per la qualità della vita, come l'istruzione e la salute. Inoltre, gli indicatori mostrano che rispetto ad altri paesi, la qualità di vita della Cina  è migliore di quanto ci si aspetterebbe dalla sua attuale fase di sviluppo economico.”(Ross 2013). La crescita del reddito senza precedenti è il più importante fattore di sostegno ai consumi. Ma dato che la Cina ha la crescita più veloce del mondo dei consumi, perché viene presentata erroneamente come un paese con consumi poco sviluppati? Si commette l'errore elementare di confondere il tasso di crescita dei consumi, il più alto del mondo, con la percentuale di consumo del PIL - che è relativamente bassa in Cina. Un esempio di un tale modo di ragionare lo presenta il campione dei liberali in salsa cinese Yasheng Huang che parla addirittura collasso del consumo. Incredibile!!! In realtà ciò che Huang  mette in discussione è quella che lui pensa sia l'attitudine "statalista" (o vetero-comunista) a dare la priorità (percentualmente) agli investimenti sui consumi,
Il "collasso" dei consumi sulla percentuale del PIL
frutto del "vetero-comunismo" cinese
secondo 
Yasheng Huang

Ma per il cambiamento del tenore di vita della popolazione ciò che conta è la velocità con cui crescono i consumi, non la percentuale dei consumi in termini di PIL - per esempio la percentuale di consumo del PIL della Repubblica Democratica del Congo è un altissimo 89%, ma è anche il paese più povero del mondo per cui siano disponibili dati (Ross 2013). Tuttavia la quota dei consumi delle famiglie del PIL comincia a salire anche rispetto agli investimenti. Dopo il 2012, i consumi stanno aumantando la loro quota anche rispetto agli investimenti di capitale fisso che stanno diminuendo al di sotto della quota del 25% anno su anno degli ultimi nove anni (Rothman 2012).

Nella sinistra occidentale si crede che i lavoratori cinesi siano sfruttati al fine di esportare prodotti a baso costo con il doppio risultato di schiavizzare i lavoratori cinesi e di corrompere i lavoratori delle società avanzate con le merci di consumo mentre questi aspirerebbero alla felicissima decrescita. Secondo uno studio di Albert Keidel (Senior Associate del Carnagie Endowment for Peace) la potente crescita economica cinese, di questi ultimi quaranta anni, è stata sostanzialmente guidata dalla crescita della domanda interna. Viene invece soppravvalutata l’importanza delle esportazioni che sono a loro volta un mito in quanto motore della crescita. L'aumento delle esportazioni ha solo contribuito a rendere più stabile e duraturo un fenomeno le cui ragioni si spiegano essenzialmente con ragioni interne alla Cina (Keidel 2007).
Contributo alla crescita dei consumi e della domanda interna
Gli scettici circa le prospettive di crescita della Cina mettono frequentemente in discussione la sostenibilità delle sue esportazioni. Negli ultimi anni, le sue esportazioni e surplus commerciale sono lievitati, il che conduce al presupposto comune che la sua crescita sia trainata dalle esportazioni e che i limitati mercati globali dovranno rallentare la sua espansione prima o poi. Ma questa ipotesi non è supportata dai dati sulle fonti della crescita cinese, che sono prevalentemente domestiche. In realtà, uno studio dettagliato di ciascuno dei cinque periodi macroeconomici e dei rallentamenti della Cina dal 1978 rivela che gli spostamenti interni in investimenti e consumi sono stati i responsabili della crescita della Cina. Anche negli ultimi anni, i contributi alla crescita del surplus commerciale del paese hanno avuto un'importanza secondaria (Keidel 2008).
Contributi alla crescita economica da parte
dei consumi rurali e cittadini e del governo
La Cina è già la più bella storia di aumento dei consumi del mondo: i consumi urbani delle famiglie e dei consumatori sono aumentati del 12,3% anno su anno nel primo trimestre del 2012, mentre nel primo trimestre del 2011 la crescita rispetto all’anno precedente era stata del 10,7%. La spesa per consumi delle famiglie rurali era aumentata del 17,6% con un picco del 22% del 2011 sul 2010. Le vendite al dettaglio dal 2005 al 2010 sono cresciute a un tasso annuo del 17,6%. Nel primo trimestre 2012 la crescita è stata del15,2% anno su anno (nel primo trimestre del 2011 rispetto all’anno precedente era stata ancora superiore: 17,1%) mentre nel primo trimestre 2011 la crescita rispetto all’anno precedente era stata del 10,7% (Rothman 2012)(Giacché 2012).
Struttura del PIL
“Questo trend è sorretto da una crescita di lungo periodo dei redditi che ha pochi precedenti nella storia. I redditi nelle città sono cresciuti in termini reali (ossia aggiustati per l’inflazione) dell’8,4% anno su anno nel 2011 (+7,8% l’anno precedente). Si tratta dell’11° anno consecutivo di crescita dei redditi reali superiore al 7%. Nel 1° trimestre 2012 questa crescita è stata del 9,8%. Le dinamiche di crescita dei redditi nelle campagne (dove ovviamente si partiva da un punto molto più basso) sono ancora superiori: +11,4% nel 2011, +10,9% nel 2010.” (Giacché 2012).

Ecco la dinamica di crescita degli ultimi anni 15 anni:
Se si fa un confronto a livello internazionale i dati sono ancora più sorprendenti. La tabella 1 mostra i tassi di crescita dei consumi, sia totale e delle famiglie per le economie del G7 e del BRIC. Queste economie sono state selezionate per il confronto e data la grandezza della Cina, il paragone è appropriato con le principali economie - non con le isole dei Caraibi o gli stati africani. Tuttavia anche prendendo le piccole economie non farebbe alcuna differenza - la Cina ha comunque il più veloce tasso di crescita del consumo mondiale (Ross 2013). 

Il periodo utilizzato per di confronto è dal 1978, l'inizio della riforma economica della Cina, fino al 2011 - la data più recente per il quale sono disponibili i dati per tutti i paesi. Tuttavia, poiché i dati non sono disponibili per la Russia prima del 1990, viene fatto anche un confronto per 1990-2011.

Tavola 1: Confronto fra la Cina,
le economie del G7 e BRICS
Il motivo è chiaro. L'incremento medio annuo della Cina nel consumo totale è stato del 7,9 per cento nel 1978-2011 e 8,5 per cento nel 1990-2011. L'incremento dei consumi delle famiglie negli stessi periodi è stata del 7,7 per cento e 8,1 per cento (Ross 201). Negli ultimi dieci anni, il reddito reale urbano è aumentato del 151%, mentre il reddito reale rurale è aumentato del 111%. Una parte molto consistente della crescita è stata trainata dalla politica del governo: il salario minimo a Shanghai, per esempio, è aumentato del 171% negli ultimi 10 anni (Rothman 2012). La Cina ha i più alti tassi al mondo di crescita sia del consumo delle famiglie che del consumo totale. In confronto, l'India, al secondo posto dopo la Cina, ha un tasso di incremento annuo del consumo totale nel periodo 1978-2011 del 5,4 per cento e del 5,9 per cento nel 1990-2011 ed i tassi di crescita dei consumi delle famiglie sono stati del 5,2 per cento e 5,9 per cento.

Gli Stati Uniti, al confronto, ha avuto un tasso di crescita annuo del consumo totale del 2,7 per cento nel 1978-2011 e 2,5 per cento nel 1990-2011. I tassi di crescita dei consumi delle famiglie sono del 2,9 per cento e del 2,8 per cento negli stessi periodi. Il tasso di crescita dei consumi della Cina è stato quindi quasi tre volte più veloce di quello degli Stati Uniti. E' ovvio che un tale aumento dei consumi - un aumento della quantità e qualità del cibo, alloggi, vacanze, cellulari, auto, mobili, assistenza sanitaria, ecc - è un fattore decisivo per determinare il tenore di vita di ogni paese. In Cina in rapida crescita sono il numero di smartphone, delle automobili, gli utenti di Internet (ormai 600 milioni), di coloro che vanno in vacanza all'estero che riflettono il suo standard di vita in aumento. La Cina ad esempio è il più grande consumatore di smartphone già dal 2011 ed ha sopravanzato nel consumo mondiale di questi telefoni gli Stati Uniti. Le vendite di telefoni intelligenti in Cina sono salite a un record di 24 milioni nel terzo trimestre del 2011, rispetto ai 23 milioni esportati verso gli Stati Uniti, secondo un rapporto di Strategy Analytics mentre negli USA si assisterebbe ad un declino delle vendite. Nello stesso anno Cina aveva già il più grande numero di utenti di telefonia mobile che erano 952 milioni peraltro in continua rapida crescita. Allo stesso tempo, sempre più consumatori hanno in esecuzione i servizi 3G (Smartphones 2011).

Crescita dei consumi procapite tra il 2000 e il 2010

I genitori cinesi attribuiscono grande importanza alla formazione dei loro figli. Ciò ha portato al rapido aumento annuo della spesa per l'istruzione e la cultura. I genitori cinesi sono sempre più disposti a iniziare la formazione dei loro figli in giovane età, dando loro un vantaggio. I risultati del CCTV Survey 2011-2012 della vita economica ha mostrato che la percentuale della spesa totale delle famiglie che va in educazione dei bambini aumenta di anno in anno (41 % nel 2009, 42 % nel 2010, 46 % nel 2011). Molti genitori ammettono che con l'emergere di vari tipi di centri pre-scuola, corsi di hobbistica e classi di tutorial, le spese di istruzione dei bambini sono arrivate ​​a dominare il bilancio familiare. Sempre più genitori mandano i loro figli all'estero per l'università.

L’incontro tra spesa per l’istruzione e consumo è esemplificato dalle “Cloud Classroom” che è il nome alla moda per un tentativo di trasformare l'insegnamento e l'apprendimento utilizzando le ultime Information Technology. Questo esperimento è iniziato nel 2012 nella Scuola Primaria centrale n ° 1 di Shanghai. Attualmente, gli studenti di quarta stanno sperimentando il nuovo metodo di insegnamento in tre discipline: matematica, inglese e scienze. Secondo il Direttore Wu Rongjin il processo delle "Cloud Classroom" è finora limitato a questi tre soggetti.  Le classi, a turno, seguono il programma per 1-2 periodi ogni settimana . I 35 iPad che utilizzano sono stati tutti acquistati dalla scuola in collaborazione con la Apple.
Il consumo in Cina è sempre più "giovane". 
Il software e i materiali sono stati sviluppati da una società professionale in collaborazione con gli insegnanti. Gli iPads degli studenti vengono caricati con il software educativo appropriato e il download è limitato. Che si tratti per gli studenti di fare gli esercizi e poi di consegnarli piuttosto che per gli insegnanti di preparare le lezioni e di correggere i compiti a casa, la vita è resa molto più facile con il supporto degli iPads. Con lo sviluppo della scienza e della tecnologia la multimedialità didattica interattiva è entrata in aula. Tuttavia, la “Cloud Classroom” segna la nascita di un nuovo approccio didattico. Essa suggerisce inoltre che i prodotti elettronici dovranno svolgere un ruolo sempre più importante nella scuola primaria e secondaria (Consumption 2013).

Evoluzione della telefonia cellulare in Cina
"La fiducia generale dei consumatori in questo trimestre è in realtà un record per la Cina." ha dichiarato Patrick Dodd, Amministratore Delegato di Nielson Cina nel novembre 2013. L'ultima indagine indica che l’indice di fiducia dei consumatori in Cina rimane a 110, superiore a quello degli Stati Uniti, Brasile e Russia. Su base annuale, si tratta di un aumento di 4 punti. La disponibilità dei consumatori a spendere è al massimo da tre anni. Lo spazio degli immobili commerciali è in crescita del 30% l'anno, molto più veloce dello sviluppo immobiliare residenziale (Shen Qing 2013). Il volume delle vendite nel 2015 dovrebbe superare i cinque miliardi di dollari, secondo le previsioni del ministro del commercio cinese superando gli Stati Uniti. Attualmente la Cina, il secondo più grande importatore al mondo, è al quarto posto nel mondo in termini di volume di scambi di servizi, con 419.100 milioni nel 2011 rispetto a 66.000 milioni di euro registrato nel 2000. Gli Stati Uniti sono al primo posto con 4.600 miliardi l'anno (Mayor consumidor 2013). In altre parole la Cina avrà sempre meno necessità del mercato americano perché l’America ce l’ha in casa e sono i suoi consumatori. Questo è di una importanza straordinaria perché aumenterà l’indipendenza economica della Cina che potrà diventare un mercato valido per i prodotti dei paesi socialisti di solito boicottati economicamente dall’imperialismo.
Oltre al fatto che l'emergere della Cina come produttore di tecnologia porta all’incrinarsi del monopolio scientifico dei paesi imperialisti e "la possibilità di accedere ai prodotti industriali sempre più sofisticati e alla tecnologia in rapido sviluppo della Repubblica Popolare Cinese" fa sì che "paesi come Cuba e Venezuela sono in grado di resistere alla politica di strangolamento economico messa in atto da Washington. Lo sanno bene i circoli imperialisti maggiormente impegnati nella politica di isolamento del gigante asiatico: è attraverso questo isolamento che passano la riaffermazione della dottrina (Losurdo 2007).
Attività nel tempo libero

C’è una crescente domanda di servizi domestici così come di istruzione, formazione, medicina e l'assistenza sanitaria. Si prevede inoltre un aumento nei settori della finanza, della tecnologia e del turismo. Nel 2012 il numero di turisti cinesi che hanno viaggiato all'estero ha raggiunto gli 88 milioni di persone. 

Nel mio tempo libero, preferirei fare qualcosa di utile 
per la società piuttosto che fare più soldi
Il consumo si fa anche sempre più responsabile. Termini come 'opere caritatevoli', ' responsabilità sociale ' e ' volontariato' si affermano sempre più nella coscienza dei consumatori cinesi. Sempre più consumatori sono disposti a spendere il loro tempo libero al servizio degli altri, piuttosto che lavorare per far soldi. La responsabilità sociale sta diventando sempre più importante per i consumatori. Oggi, lo status sociale di una persona non è solo basato sulla ricchezza e la reputazione. Esso è strettamente legato con quanto attivamente la persona si impegna in attività benefiche e socialmente responsabili . Oltre a beneficenza e donazioni, le persone possono consumare, o partecipare alle attività organizzate dali propugnatori del volontariato. Ad esempio, possono partecipare ad enti di beneficenza, che consentono loro di " donare durante gli acquisti" o di aiutare le donazioni attraverso blog. I consumatori si impegneranno non solo a godere l'emozione di consumo, ma anche a dare un contributo alla società. Allo stesso tempo ciò aumenta la loro immagine pubblica (Consumption 2013).
Tuttavia, alcune persone sostengono che gli aumenti formidabili dei consumi in Cina possano essere compensati da altri fattori - ad esempio con carenze nella sanità, deterioramento dell'ambiente, ecc.(Ross 2013). Fortunatamente, questo può essere verificato oggettivamente. La speranza di vita, come è noto, è un indicatore molto sensibile di condizioni di vita generali. La maggior parte delle persone hanno come obiettivo quello di vivere più a lungo e la lunghezza della vita riassume anche l'impatto combinato di salute, ambiente, consumo e altri fattori del benessere umano.
Rapporto tra le classifiche del PIL
e le aspettative di vita
Dato che le persone in Cina vivono significativamente più a lungo di quanto ci si aspetterebbe dato il suo livello di sviluppo economico qualsiasi pretesa di rapida ascesa della Cina nel consumo  e nel tenore di vita di salute, sarebbe compensata sal deteropramento dell'ambiente è falsa. La prova evidente è che i fattori ambientali, sanitari e di altro tipo che influenzano la qualità della salute sono superiori in Cina al livello del suo sviluppo economico. Quelli analizzati qui sono i tassi di crescita, i  livelli assoluti. In Cina la speranza di vita (75 anni) è ancora significativamente bassa rispetto agli Stati Uniti (78,6 anni), per non parlare dell'Italia (82 anni) o del Giappone (84 anni). La Cina deve ancora prepararsi a un periodo prolungato di crescita economica, prima di raggiungere i livelli massimi delle economie sviluppate.

“Tuttavia la Cina veniva da una situazione in cui, nel 1949 era uno dei paesi meno sviluppati del mondo. E' quindi ridicolo utopismo, che in pratica porterebbe a politiche sbagliate, credere che la Cina possa in un unico passaggio raggiungere i livelli più alti delle economie più avanzate. La questione rilevante è se la Cina stia incrementando gli standard di vita e di consumo più rapidamente di altre economie, nel qual caso stia recuperando su di loro, o se si sta sviluppando più lentamente di altri paesi - in questo caso le distanze aumenterebbero. La conclusione è quindi assolutamente chiara. La Cina ha di gran lunga il più veloce tasso di crescita del consumo in tutto il mondo, insieme con l'aspettativa di vita notevolmente superiore a quello che ci si aspetterebbe dato il suo livello di sviluppo economico. La Cina, insomma, ha la più rapida crescita al mondo negli standard di vita” (Ross 2013).

Ma cosa era successo prima del 1978? La produzione di cibo, ad esempio è aumentata notevolmente dal 1949 ma gli aumenti di popolazione sono stati quasi altrettanto grandi fino al 1980. La produzione di grano, la fonte di circa il 75 per cento delle calorie nella dieta cinese, è cresciuta ad un tasso medio del 2,7 per cento l'anno tra il 1952 e il 1979 , mentre la crescita della popolazione è stata attorno al 2 per cento l'anno. La produzione totale di grano pro-capite è passata da 288 kg nel 1952 a 319 chilogrammi nel 1978, un aumento solo dell’11 per cento in 26 anni. Dopo il 1978 c’è stato il duplice effetto del controllo delle nascite e della riforma della’agricoltura. Nel 1984, in piena riforma un notevole buon raccolto ha prodotto 396 chilogrammi di grano pro capite, con un aumento del 24 per cento in soli sei anni per poi stabilizzarsi negli anni successivi e poi riprendere a crescere (Consumption 2013).
Giovanni Arrighi riconosce al periodo maoista, nonostante gli innegabili difetti, di avere però posto le basi dell’ulteriore sviluppo avvenuto con Deng. Arrighi sostiene infatti che maggiori incrementi nel reddito pro capite in Cina si sono avuti a partire dal 1980. Ma i maggiori miglioramenti nell'attesa di vita per gli adulti e, sia pur in misura minore, nel tasso di alfabetizzazione, ossia nel benessere di base, si sono verificati prima del 1980. Questo andamento di­mostra con forza l'affermazione che i successi economici cinesi si fondano sulle straordinarie conquiste sociali dell'era di Mao. In un rapporto pubblicato nel 1981, anche la Banca mondiale ri­conosceva l'importanza di quelle conquiste. Il risultato più notevole colto dalla Cina negli ultimi trent'anni consiste nell'aver migliorato le condizioni di vita, in termini di soddisfacimento dei bisogni elementari, della porzione a reddito più basso della popolazione, e questo in una misura superiore alla maggioranza delle nazioni povere. Tutti lavorano; la loro razione di cibo è garantita da un sistema misto di razionamento di stato e di autoassicurazione collettiva; la maggior parte dei loro bambini, non solo va a scuola, ma è relativamente bene istruita; e la mag­gioranza della gente ha accesso all'assistenza medica di base e al servizio di pianificazione familiare. L'attesa di vita - che per la sua dipendenza da molti altri parametri economici e sociali è proba­bilmente il migliore indicatore singolo del grado di povertà reale di un paese - è estremamente elevata per un paese con un livello di reddito prò capite pari a quello della Cina….gli indicatori di base per il benessere della popolazione cinese (attesa di vita degli adulti e tasso di alfabetizzazione) avevano avuto un incremento così forte già prima delle riforme, che non ci si poteva aspettare ulteriori forti aumenti. Ciononostante le due figure mostrano che nell'era delle riforme c'è stato un ulteriore aumento, specialmente nel tasso di alfabetizzazione. Arrighi sostiene, a differenza delle vedove della Banda dei Quattro, che le riforme hanno “rafforzato invece che in­debolito le precedenti conquiste della Rivoluzione cinese” (Arrighi 2008, pp. 405-06).

Bibliografia

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Ross, John 2012China's economy in the last 10 years has seen the fastest growth in per capita GDP in a major economy in human history, Key Trends in Globalisation, 03 Agosto 2012.
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Shen Qing 2013Chinese consumers spend big in smaller cities, English.news.cn,CNTV.cn, 20-11-2013
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Topa, Giorgio e Brusco, Sandro 2010. Il PIL: la peggior misura del benessere, a parte tutte le altre, 27 gennaio 2010.
Yasheng Huang 2013State Capitalism. Rethinking the China ModelColumbia University Conference , 2 Ottobre 2013
Wolfers, Justin 2010. In Defense of GDP, 01/04/2010.


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Debunkers dei miti sulla Cina. Avversari della teoria del China Collapse e del Social Volcano, nemici dei China Bashers.