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Non indignari, non admirari, sed intelligeri

Spinoza


Il blog si legge come un testo compiuto sulla Cina. Insomma un libro. Il libro dunque tratterà del "pericolo giallo". Un "giallo" in cui l'assassino non è il maggiordomo ma il liberale. Peggio il maggiordomo liberale. Più precisamente il maggiordomo liberale che è in voi. Uccidetelo!!!Alla fine il vero assassino (a fin di bene) sarete voi. Questo sarà l'unico giallo in cui l'assassino è il lettore. A meno che non abbiate un alibi...ça va sans dire.

giovedì 16 gennaio 2014

6.3.3: Confronto tra India e Cina

 6. L'imminente crollo della Cina
6.3 Disugualianze
 
Slum in India
Der Spiegel, il maggiore settimanale tedesco, rilevava una differenza essenziale tra la Cina ed altre realtà dei paesi in via di sviluppo: “I successi economici del Partito Comunista non sono il suo solo risultato impressionante. Le città cinesi sembrano più sicure di San Paolo e Bogotà, e sembrano più pulite e più ordinate delle baraccopoli di Nairobi o Soweto in Sud Africa. Pechino e Shanghai vantano una vivace scena culturale, e l’accesso alla banda larga di Internet è già attivo nelle principali città del paese. La ricezione del telefono cellulare è disponibile anche nei piccoli villaggi” (Lorenz e Wagner 2007).

Un noto liberale cinese che vive in America, Yasheng Huang, scrive: “I visitatori di Cina e India spesso riportano impressioni quasi opposte delle due nazioni. L’India aggredisce i sensi. Le persone vivono in un aperto squallore, nella mancanza di servizi igienici, in enormi baraccopoli in metropoli tentacolari come Bombai e Nuova Deli che provocano facilmente l'impressione di una società molto povera e diseguale. La Cina induce la reazione opposta. Il territorio urbano è in gran parte esente dagli elementi più caratteristici della povertà obbrobriosa, come le baraccopoli di massa. Non è sorprendente che coloro che visitano la Cina lascino il paese con l'impressione che si tratti di uno dei paesi di maggior successo nella lotta contro le disuguaglianze di reddito e che l'India abbia fatto il contrario. La realtà è quasi esattamente l'opposto. La misura più utilizzata di disparità di reddito è l'indice di Gini, che varia da zero - perfetta parità - 100 - perfetta disuguaglianza. Nel 2001, l'indice di Gini della Cina era pari a 44,7, in India durante il periodo 1999-2000, l'indice di Gini era 32,5.” (China Gini 2007).

Gli Slum indiani sono la rappresentazione della differenza tra
la crescita ordinata e pianificata della Cina rispetto all'India
I liberali sono diventati marxisti al punto tale da dipreoccuparsi per l'ugualianza? A quanto pare sì, ma solo per quanto riguarda la Cina. Da anni si va avanti con la storia della polarizzazione tra ricchi e poveri, prima con le agitazioni rurali e poi con gli scioperi del 2010 che stavano per far cadere, a loro dire, il partito. Oddio ultimamente queste storie sono in ribasso. Ma i liberali non demordono e si inizia con un quadro generale che è la rivoluzione di classe, marxista, che ormai si avvicina in Cina, dopodichè si cerca di inserire le notizie in tale contesto. Non parliamo poi dei multitudinari negriani per cui persino le rivoluzioni colorate sponsorizzate dalla NATO, meglio se abbattono i monumenti a Lenin, sono l’avanguardia del proletariato.

Ma le cose stanno così? La Cina è a tutti gli effetti un "vulcano sociale"? Lo vedremo. L’Indice Gini, citato sopra, può servire a fare raffronti ma prima bisogna capire di cosa si parla. Un paese molto popolato dovrebbe, in generale, avere un indice Gini molto alto mentre un paese con una sola persona ha un indice zero ovviamente. Bisogna confrontare paesi che siano tra loro abbastanza vicini come popolazione. I paesi scandinavi che sono delle parrocchie rispetto alla Cina è naturale che abbiano un indice basso. Shanghai ha una popolazione maggiore di tutti i paesi scandinavi. Bisognerebbe confrontare l'indice Gini della Svezia con quello di una parrocchia di Shanghai (20 milioni di abitanti) e si avrebbe magari la sorpresa che l'indice cinese è minore. Che il Gini della Cina sia uguale a quello USA che ha una popolazione di quasi un un quinto significa che la Cina è molto più egualitaria degli USA. Altro elemento è la vastità del territorio. Il coefficiente di Gini misurato per paesi geograficamente molto grandi risulta generalmente molto più alto rispetto aI coefficienti calcolati per ogni regione. In generale più il paese è vasto più è possibile che vi sia uno sviluppo differenziato da zona a zona. Per questa ragione i valori calcolati per ogni paese europeo sono difficilmente comparabili con il dato complessivo della Cina. Bisogna dunque paragonare paesi di simile grandezza, tipo l'India. E' chiaro che a San Marino c'è un Gini molto basso.
Da questa classifica è assente la Cina
Poi bisogna vedere il tasso di sviluppo. Nei paesi ricchi ma stagnanti (0-2% di crescita) ma che hanno completamente percorso il processo verso l’industrializzazione e poi verso la terziarizzazione, la variazione del Gini può essere significativa se si verifica. I paesi poverissimi e stagnati hanno quasi sempre indici Gini bassi. I paesi dinamici (+6-10%) tendono ad avere indici Gini più differenziati anche se dovrebbero tendere con il tempo ad equilibrarsi (curva di Kuznets). Inoltre bisogna vedere se è stato completato il passaggio dalla campagna alla città. Inutile confrontare la Cina che ha un indice di urbanizzazione scarsissima ma con alto dinamismo con un paese avanzato con un indice di urbanizzazione alto. La campagna soprattutto se sovrappopolata offre sempre redditi bassi. Quindi si devono confrontare paesi con indici di urbanizzazione simili. Alcuni paesi danno benefici monetari, mentre altri (come la Cina) offrono buoni spesa o buoni pasto, che non possono essere tenuti in conto come reddito nella curva di Lorenz e quindi non sono presi in considerazione nel calcolo del coefficiente di Gini. Inoltre l'indice Gini non ha ancora uno standard uniforme. Alcuni lo calcolano secondo i redditi altri secondo la spesa delle famiglie; in molti casi i dati vengono raccolti in modi diversi rendendo difficile il confronto ad esempio lungo tutto l'anno come in Cina (dove l'indice dovrebbe essere più accurato) oppure in un determinato mese.
I miglioramenti nel reddito procapite rilevano quanto
sia andata avanti la Cina rispetto all'India

Siccome la Cina è il paese più popoloso del mondo ed anche uno dei più vasti, non ha ancora completato la transizione verso l’urbanizzazione, l’industrializzazione e la terziarizzazione ed ha uno dei più alti tassi di sviluppo del mondo. Dovrebbe di conseguenza avere di gran lunga l'indice Gini più alto del mondo, ma così non è.
In Cina i processi di urbanizzazione e di industrializzazione sono lontano dall’essere terminati e l’urbanizzazione è più indietro dell'industrializzazione. Il test di verifica della disugualianza che viene applicato alle economie che hanno terminato tali processi non può funzionare bene anche per paesi come la Cina. Teoricamente, l'industrializzazione ed il processo di urbanizzazione determinano un flusso di di lavoro e di capitale verso le aree urbane ed i settori industrializzati, che a loro volta avvantaggiano maggiormente, nella distribuzione del reddito, i residenti urbani ed i proprietari di capitali e fanno aumentare il divario del reddito. Una volta che l'urbanizzazione ed il processo di industrializzazione è giunto a maturità, il capitale si indirizzerà verso il settore agricolo diminuendo le diseguaglianze di reddito con un andamento a curva ad U rovesciata.
Differenze di qualità della vita

Apparentemente se c’è un conflitto fra i numeri (coefficiente Gini) e quello che si vede (gli slum), scientificamente si dovrebbe credere ai numeri e dimenticare ciò che si vede. Ma se lanciamo uno sguardo un poco più profondo troveremo che il conflitto è apparente. Le disuguaglianze della Cina sono in gran parte un fenomeno regionale. Il coefficiente di Gini per una singola provincia è piuttosto basso, mentre è grande se si confrontano tra loro le province più ricche con quelle più povere. Bassi coefficienti Gini sono presenti in piccoli stati europei (paragonabili ad una parrocchia di Shanghai). Inoltre è il coefficiente è grande se si guarda al dislivello tra città e campagna. E’ piccolo se si guarda a zone omogenee come città tra loro oppure campagne. Nelle città era dello 0.23 nel 1988 ed è aumentato a 0.319 nel 2002, Nelle campagne ad esempio era dello 0.303 nel 1988 e dello 0.366 nel 2002.

Ma come vedremo è la manipolazione di dati che porta ad alte differenze tra le provincie che in realtà non corrispondono al vero. Non solo ma l’indice Gini di India e Cina viene calcolato in modo diverso. In realtà l'indice Gini della Cina normalizzato su quello dell'India sarebbe di 0,38!!! Molto basso.

Nell’interno della singola città è poi ancora minore. L’India ha un Coefficiente Gini apparentemente più basso ma ha un numero di poveri molte volte maggiore di quelli della Cina pur con una popolazione minore. Solo il 3% di coloro che risultano poveri risiede in città in Cina. Questa è la ragione per cui si vedono gli slum in India, ma non in Cina. Ma ce ne sono altre.

Negli scritti economici sull'India (che è l'unico paese paragonabile con la Cina) è normale descrivere la disuguaglianza economica indiana come relativamente bassa. A supporto vengono solitamente citati i dati sui consumi del NSS (National Sample Survey). Questo coefficiente Gini nel 2004-2005 era 0,325, ed è anzi inferiore rispetto a molti paesi in via di sviluppo, compresa la Cina, come ripetuto costantemente, sia nei documenti nazionali e internazionali che della stampa finanziaria, tanto da diventare parte del folklore sulle disuguaglianze in India.

Ma ci sono motivi per ritenere che i dati del NSS indiano sotto-rappresentino i ricchi, e in ogni caso, mentre per gli altri paesi in via di sviluppo il coefficiente di Gini si riferisce spesso alla distribuzione del reddito, in India si riferisce alla distribuzione della spesa per consumi (l'NSS non raccoglie dati sul reddito), che di solito è inferiore a quello del reddito in parte perché i ricchi tendono a risparmiare più dei poveri.
Srivono due ricercatori indiani:
Nella recente letteratura internazionale sulla disuguaglianza del reddito, l'India è raffigurata come un paese a bassa disuguaglianza (Palma 2006; ESCAP 2010). Per illustrare questo con un esempio recente, l'Annuario Statistico ESCAP per l'Asia e il Pacifico 2009 ha riferito che il coefficiente di Gini per la distribuzione del reddito nelle zone rurali dell'India (0,30) era inferiore al coefficiente corrispondente per la Cina rurale (0.36). Noi sosteniamo che tali confronti sono sbagliati e fuorvianti, in quanto i calcoli sono basati su dati dei redditi famigliari per gli altri paesi,mentre per l'India sulla spesa dei consumatori. Infatti, tutti i database internazionali sui redditi, tra cui Banca Mondiale Indicators e il più ampio World Income Inequality Database (WIID), utilizzano i dati di spesa delle famiglie al posto dei dati sul reddito delle famiglie per l'India. Di conseguenza, tutti gli studi comparativi internazionali della disuguaglianza di reddito soffrono dello stesso inesattezza (Swaminathan; Vikas 2011).
Un'altra agenzia indiana, il NCAER, raccoglie di tanto in tanto i dati sui redditi, e in base ai dati raccolti in un sondaggio sui nuclei famigliari del 2004-2005, il coefficiente di Gini della disuguaglianza di reddito arriva, in India, a 0,535.
In contrasto con la cifra corrispondente per la Cina, 0,387 - vedi la stima globale di Lin, Zhuang, Yarcia e Lin (Lin 2008). Sia il dato dell'India che le stime cinesi sono corrette per la variazione spaziale dei prezzi tra aree rurali e urbane, che non vengono di solito citati nelle stime dei coefficienti di Gini. Non solo la disuguaglianza di reddito è di gran lunga superiore a quello della Cina ma è nel range dei paesi latinoamericani, che notoriamente hanno un indice Gini tra i più alti del mondo
Eticamente e socialmente si tende ad interessarsi maggiormente alle disparità di opportunità piuttosto che al risultato che viene rilevato dal reddito. Dopo tutto, con la stessa opportunità due persone possono alla fine avere anche redditi diversi, semplicemente perché uno è più ambizioso e laborioso rispetto all'altro, e in generale la gente non si  preoccupa troppo fino a quando le opportunità sono uguali. Per l'America Latina sono ora stati fatti alcuni tentativi per misurare la disuguaglianza di opportunità, ma molto poco ancora in India.

Ma in un paese come l'India la disparità di opportunità sicuramente dipenderà dalla distribuzione della terra, dall'istruzione e dall'identità sociale - un bambino nato in una famiglia rurale senza terra, con scarse possibilità di accedere alll'istruzione sarà gravemente svantaggiato nelle sue opportunità di vita non per colpa sua. La distribuzione della terra in India è molto più diseguale rispetto, ad esempio, alla Cina. Il coefficiente di Gini della disuguaglianza della distribuzione delle terre nelle zone rurali dell'India era 0,62 nel 2002; la cifra corrispondente in Cina era 0,49 dello stesso anno. Questo deriva in parte dal fatto che l'India ha una popolazione senza terra molto più grande, mentre con la riforma in Cina si è distribuita la terra in modo tendenzialmente egualitario. La distribuzione della terra va corretta però con le caratterstiche dei terreni  e del territorio (ad esempio terra semiarida o particolarmente fertile). La qualità del terreno è parzialmente presa in considerazione in India quando la terra è inclusa nell'indagine dell'NSS sul patrimonio famigliare. Con questi dati, il coefficiente di Gini della proprietà di distribuzione era 0,63 nel 2002 nell'India rurale, mentre il dato corrispondente per la Cina era 0.39 nello stesso anno.

Cina e India a confronto sulla povertà 
La disuguaglianza educativa dell'India è una delle peggiori al mondo: secondo le stime della Banca Mondiale, il coefficiente di Gini della distribuzione di anni di scolarizzazione degli adulti nella popolazione, una misura grezza della disuguaglianza educativa, era 0.56 in India nel 1998/2000, che non è solo superiore allo 0,37 della Cina nel 2000, ma anche superiore a quasi tutti i paesi dell'America latina (nel Brasile: 0.39 ) a causa della grande quantità di analfabeti.

In prospettiva 
è più importante la mobilità intergenerazionale che la disuguaglianza vista in modo statico come nell'indice Gini.   Su questo argomento, il lavoro empirico quantitativo è piuttosto scarsoAlcune stime preliminari suggeriscono che tale mobilità sociale è molto maggiore in Cina che in India, in parte senza dubbio a causa del lascito, nel secondo paese, del sistema oppressivo e discriminatorio delle caste (Bardhan 2009).

Ostacoli incontrati dai poveri nei mercati fondiari e dei capitali, per l'acquisizione di abilità e nel far fronte ai rischi riducono notevolmente il potenziale della società per gli investimenti produttivi, innovazione e sviluppo delle risorse umane.

I sistemi socialisti nei paesi in via di sviluppo spesso portano alla creazione di diritti di proprietà socialmente più efficienti (per esempio, alcune riforme agrarie per migliorare sia l'equità che produttività). La disuguaglianza che mantiene la forza lavoro nell'ignoranza non può essere vantaggiosa per le imprese e l'economia, a parte la criminalità  e i problemi legati all'ordine pubblico e i conflitti a cui può portare una società altamente polarizzata .
 Scrive un visitatore indiano della Cina: "Alla metà del 19 ° secolo, Shanghai era il principale centro commerciale e finanziario di potenze coloniali europee in Estremo Oriente. Gli inglesi avevano poi descritto Shanghai come "Calcutta dell'Estremo Oriente". Guardando a Shanghai oggi, ciò è davvero ironico. Oggi, provincia di Shanghai è una delle aree più dinamiche ed economicamente avanzate del mondo. Ha una popolazione di circa 17 milioni di euro. Con un PIL (nel 2005) di 114 miliardi dollari, e ha uno dei più alti tassi di crescita in Cina - 11,1 per cento" (Yechury 2006). Ironico paragonare una "città dolente" indiana ad una delle più moderne metropoli del mondo.

Bibliografia

Agriculture tax 2004. China likely to lift agriculture tax next year, People's Daily, 10 Dicembre 2004.
Bardhan, Pranab 2009. How unequal a country is India? Business Standard, 7 Settembre 2009
Bradsher, Keith 2014. Even as Wages Rise, China Exports Grow. New York Times, 9 Gennaio 2014.
Cai Fang 2011. China’s rising wages, East Asia Fiorum, 5 Settembre 2011.
China Gini 2007. The Problem With China Gini Coefficient Statistics, Twofish's Blog. February 13, 2007.
China strikes 2007. China strikes at root of brick kiln slavery, Xinhua, 2007-06-21
Démurger, Sylvie 2003. C. Riskin, R. Zhao and S. Li eds., China’s Retreat from Equality—Income Distribution and Economic Transition, China Perspectives n°48, July - August 2003, page n°76.
Divario 2008. Cina: diminuzione del divario fra ricchi e poveri e promozione della società armoniosa, CRI, 13/05/2008
Graziosi, Marcello 2007. Le vie inesplorate del “socialismo con caratteristiche cinesi", La Cina e il 17° Congresso del Partito Comunista. www.resistenze.org - popoli resistenti - cina - 14-12-07 - n. 207.
Lessons 1996. Lessons of the Chinese Economic Reform, Socialist Action, Maggio 1996.
Lin, Tun; Zhuang, Juzhong; Yarcia, Damaris; Lin, Feng 2008. Income Inequality in the People’s Republic of China and its Decomposition: 1990–2004, Asian Development Review, Volume 25, Numbers 1 and 2, Dicembre 2008.
Lorenz, Andreas; Wagner, Wieland 2007. Red China, Inc.: Does Communism Work After All? Der Spiegel, 27 Febbraio 2007.
Pandhe, M K. 2004, Indian TU Delegation In China, September 2004, People's Democracy, Vol. XXVIII No. 44. 31 ottobre 2004
Swaminathan, Madhura; Rawal, Vikas 2011. Is India Really a Country of Low Income-Inequality? Observations from Eight Villages, Agrarian Studies. Vol. 1, No. 1, Gennaio-Giugno, 2011
Vishnu Saraf 2008. Should Mumbai be a Shanghai? Business Standard, 08 Giugno 2008, IST
Yechury, Sitaram 2006. China: Overcoming Problems, Strengthening Socialism. Political Affairs, 12 Dicembre 2006.
Unify corporate 2005. China to unify corporate income tax for domestic and foreign-funded businesses, People's Daily, 20 janvier 200.




























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