8. La schiavitù in fabbrica…ma dove?
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Vergognatevi!!! I consumatori occidentali delle "i-robe" dovrebbero solo vergognarsi secondo il giornalismo moraleggante quanto ignorante |
Il letto è il posto più pericoloso del mondo: vi muore l'80% della gente.
Mark Twain
Ebbene sì: l'inaccettabile costo umano del sapere! Nei college americani i suicidi sono statisticamente quattro volte maggiori che negli impianti cinesi della Foxconn (Johnson 2011)[1], la fabbrica taiwanese che produce il 40% dell'elettronica mondiale, che è stata al centro di una serie di suicidi. Il desiderio dell'Oriente per il sapere occidentale porta a un costo disumano in America. "Chi è morto per tuo libro di fisica, filosofia, sociologia ecc.?" "E' solo un libro, vale la pena di morire?" Bisogna boicottare la cultura occidentale per salvare vite umane in America. "I suicidi nei college americani: Devi biasimare te stesso per tutte quelle morti nella fabbrica della cultura americana? Sì!".
Ci si aspetterebbe titoli di questo tipo dai giornali cinesi dopo che qualche giornalista alla ricerca di scoop avesse scoperto le cifre dell'auto-olocausto nei college americani. Sì, perchè i titoli dei giornali americani non sono stati da meno sui suicidi alla Foxconn. Infatti questi giornali hanno subito impostato i loro articoli sul fatto che la mania dei gadget elettronici "Made in China" in Occidente e altrove crea forti difficoltà in Oriente. "'Il desiderio dell'Occidente per i gadget è disponibile a un costo disumano in Cina', dice un giornalista. 'Chi è morto per il tuo iPhone?' dice il titolo di una rivista online. 'E' un telefono, vale la pena morire?' chiede un altro. Uno scrittore suggerisce di boicottare l'iPad come modo per sollevare il popolo cinese dalla miseria salvandolo da una morte auto-imposta. Una rivista americana ha brutalmente intitolato: 'I suicidi iPad': 'Devi biasimare te stesso per tutte quelle morti nella fabbrica di elettronica cinese? Sì'." (O’Neill 2010). L'analogia con in college americani è molto più significativa delle pseudo statistiche riportate dai giornali occidentali. I giovani che studiano nei college e quelli che lavorano alla Foxconn hanno più o meno la stessa età. Vivono in dormitori, vanno alla mensa comune ecc.
"Un giornale ha definito i recenti suicidi alla Foxconn un'epidemia. Un altro giornale riporta che Foxconn sta vivendo un "ondata di suicidi." Purtroppo, si tratta di un caso di isteria dei media e di disinteresse per i fatti statistici che può avere conseguenze negative del mondo reale." scrive uno studioso americano di giornalismo d'inchiesta e psicologia, Patrick Mattimore (Mattimore 2010). I giornalisti dovevano verificare che si trattasse di una notizia oppure di una balla o di una non notizia quale sembra. Il fatto che ci sia stata una insolita ondata di suicidi alla Foxconn- un'idea che è stata sparsa attraverso i media - è molto discutibile. Si sarebbe dovuto dimostrare che il numero di suicidi in queste aziende sia un fenomeno eccezionale. Per determinare la significatività dei suicidi, cioè se si trattasse di una notizia o di una non notizia, il numero dei suicidi doveva necessariamente essere confrontato con delle stime statistiche. Occorreva in altre parole selezionare un campione statistico col quale confrontare i 7 suicidi conclamati al tempo dell'uscita della notizia. 11 o 12 operai si sono suicidati su base annuale, per la maggior parte saltando dai piani alti degli edifici, e uno dopo essere rimproverato verbalmente dalla direzione per aver perso un prototipo di iPhone (oddio nessuno viene mai premiato per una cosa del genere, nemmeno da noi). Se i giornali volevano dimostrare che la Foxconn è una compagnia di criminali dovevano mostrare le prove il cui onere spetta all'accusa. Si sarebbe dovuto fornire un argomento, un fatto, una prova anche indiziaria sulla validità delle proprie deduzioni. E' poi vero che in generale il mestiere dei giornalisti è spesso quello del copia incolla ovvero si prendono notizie di agenzia e poi ci si ricama sopra e questo non è nemmeno un elemento degenerativo recente ma probabilmente costume comune del giornalismo sin dagli albori. La maggior parte dei giornalisti non sanno esaminare criticamente le statistiche. Essi seguono la massa ovvero riportano i numeri senza fornire ai lettori un contesto per dare un senso a quei numeri. Mattimore scriveva in un articolo sulla questione apparso sul Quotidiano del Popolo: "Il problema maggiore deriva dal fatto che a gran parte dei giornalisti non è stato insegnato ad esaminare criticamente le statistiche. Nel suo libro del 2008, "Real Education," Charles Murray, scrive: "l'analfabetismo diffuso della statistica ... è motivo di allarme immediato perché nessuno di noi, non importa quanto profonda sia la nostra formazione, ha il tempo di valutare i dati in modo indipendente su ogni argomento. Tutti dobbiamo contare sulla qualità delle informazioni che otteniamo da parte dei media e, ad oggi, la qualità è terribile." (Mattimore 2010).
Gli 11 suicidi all'anno non sono nulla di straordinario rispetto allo standard cinese ma nemmeno rispetto a quello italiano che è minore di quello del paese asiatico. Naturalmente si potrebbe obbiettare che i 900 mila dipendenti della Foxconn (o 1,2 milioni come riporta il New York Times) non dovrebbero essere confrontati con l'intera popolazione cinese o italiana ma ad esempio con i cinesi in età lavorativa o con segmenti di età lavorativa siccome l'età lavorativa alla Foxconn è molto giovane con una media di giovani lavoratori piuttosto alta. I giornalisti hanno però dato per scontato ciò che andava dimostrato ossia il nesso di causalità tra le morti e le condizioni di lavoro alla Foxconn. Si dovrebbe allora confrontare questo dato con dei sottocampioni. Ad esempio si dice da alcune parti che il campione si riferisca allo stabilimento di 400.000 dipendenti oppure alla durata di 5 mesi come sembra suggerire il NYT. Però si aprono due problemi. Come mai i suicidi avverrebbero solo a Foxconn City e non negli altri impianti Foxconn se la colpa è delle condizioni di lavoro? Forse che in quello che viene considerato il migliore tra gli stabilimenti Foxconn (addirittura il migliore di tutta la Cina), la vetrina della società taiwanese, ci sono le condizioni peggiori? Sempre che l'argomento logico sia dimostrare la particolare crudeltà e inumanità della Foxconn e altri produttori asiatici nostri concorrenti a cui, naturalmente, deve essere vietato esportare in paesi civili come il nostro dove gli incidenti mortali nei cantieri avvengono sempre lo stesso giorno dell'assunzione. L'altro problema è che se i suicidi dovessero dipendere dalle condizioni inumane della fabbrica allora questi dovrebbero essere molto più alti alla Foxconn rispetto alla popolazione di riferimento.

Prendiamo anche il numero degli occupati alla Foxconn, sembra talvolta che ci si riferisca alla fabbrica di Longhua a Shenzhen, che impiegherebbe tra le 300.000 e le 400.000 persone (in alcuni articoli si dice 330 o 420 mila) in 15 impianti (Moore 2010). Quindi molto di più degli abitanti della maggior parte delle città italiane capoluogo di provincia.
Le cifre dei suicidi in Cina
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Qui e di seguito tentativi di suicidio da lancio da edifici. Nessuno di costoro lavorava alla Foxconn |
Tra i fattori di rischio ambientale vi sono "eventi locali di suicidio che possono indurre "fenomeni di contagio", mentre tra i rischi socio-culturali vi è "l'essere esposti ad atti di suicidio anche attraverso i media" (Pompili 2012), in altre parole un loop di suicidi con una eccezionale copertura dei media alimenterà i suicidi! [2]. Diversi paesi hanno codici etici sul giornalismo. In Norvegia il suicidio o il tentato suicidio in generale non dovrebbero essere mai menzionati mentre in Turchia in caso di suicidio, non si dovrebbe diffondere le informazioni in maniera esagerata che vada oltre le dimensioni normali della comunicazione con lo scopo di influenzare i lettori o gli spettatori. Foto, immagini visive o pellicole che ritraggono questi casi non dovrebbe essere resi pubblici. Negli Stati Uniti non esistono standard ma uno studio sulle linee guida di 16 quotidiani americani ha mostrato che solo tre hanno usato parola suicidio e nessuno ha dato indicazioni circa il metodo di suicidio. Naturalmente i suicidi in Cina sono un'altra cosa (per definizione!!!).



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Questa ragazzuna si è suicidata perchè la scuola gli aveva imposto il taglio dei capelli |
I social network cinesi sono pieni di storie di suicidio. Saltare dagli edifici è particolarmente popolare, forse perché in pochi (a differenza dell'America) possiedono una pistola. Il network cinese Sina ha messo insieme un'utile galleria di alcuni tra i tentativi più spettacolari. Come in ogni altro paese al mondo, le ragioni del suicidio variano da quella tragicamente grave ad un banale sconvolgimento mentale; Più di un adolescente si è suicidata presumibilmente perché la sua scuola la scuola l'ha costretta a tagliarsi i capelli.




I lavoratori della Foxconn sono giovani nei gruppi di età da 15-24 a 25-34. Così il tasso di suicidi (per 100.000) sarebbe (3.5 + 6.3) / 2 = 4,9 suicidi per 100.000 persone per anno. E' chiaro che sarebbe ingiusto confrontare i tassi di suicidio Foxconn con la media nazionale, che comprende categorie ad alto rischio come persone di età 75 anni che vivono in aree rurali, che probabilmente non hanno alcun mezzo di sostentamento.
Dai dati della Organizzazione mondiale della sanità, il tasso di suicidi complessivo nelle aree urbane e rurali selezionate in Cina per il 1999 è 13,9. Questi sono i dati del 1999. Se assumiamo gli stessi rapporti tra i 15-34 anni e la popolazione totale, il tasso di suicidio (per 100.000) per le persone tra i 15-24 anni nelle aree urbane cinesi oggi è 20,9 x 4,9 / 13,9 = 7,37 suicidi ogni 100.000 persone. Quindi la Foxconn è ancora sotto la media nazionale.
Purtroppo, l'ipotesi di tassi di suicidio costante per il resto dell'anno non tiene. Se si guardano i primi cinque mesi, vi è una chiara accelerazione dei suicidi /tentati suicidi verso la primavera (tra l'altro la stagione più favorevole ai suicidi):
1. 23 gennaio 2010
2. 11 marzo 2010
3. 17 marzo 2010 (tentativo di suicidio)
4. 29 marzo 2010
5. 6 aprile 2010
6. 7 aprile 2010
7. 6 maggio 2010
8. 11 Maggio 2010
9. 14 maggio 2010 (tentativo di suicidio)
10. 21 maggio 2010
11. 25 maggio 2010
12. 26 maggio 2010
Così, abbiamo 1 suicidio a gennaio, nessuno a febbraio, 2 marzo, 2 nel mese di aprile e improvvisamente 5 maggio. Se il tasso fosse aumentato in questo modo, alla fine anno i suicidi alla Foxconn sarebbero stati superiori alla media. Ma non è stato così. I suicidi sono diminuiti fino a diventare del tutto irrilevanti (ESWN 2010)
"Al lettore viene quindi detto che è per colpa di questa fabbrica che la gente si suicida. Meno male però, si aggiunge, che adesso si corre ai ripari: perché i lavoratori di questa fabbrica che "lavorano 7 giorni su 7 dalle 4 del mattino a mezzanotte" per produrre Ipad e Iphone che "non potranno mai permettersi in un negozio" (ci mancherebbe!) ..... potranno in futuro "allontanarsi qualche ora dal nastro del fordismo della fabbrica globale senza il terrore di guadagnare di meno e non arrivare a fine mese..." (Lippi 2010).
Imperialisti dei diritti umani assieme al notorio ballista
Mike Daisy. Un mix esplosivo. Daisy anche qui ribadisce
le sue balle sui bimbi che lavorano. Di li a poco sarà
smascherato da un giornalista d'inchiesta.
le sue balle sui bimbi che lavorano. Di li a poco sarà
smascherato da un giornalista d'inchiesta.
Ora ci sono alcune piccole manchevolezze in questo articolo. La prima è che la Cina è il secondo mercato mondiale dopo gli USA per l'Ipad e Iphone e il primo mercato mondiale per lo smartphone in generale [3]. Certamente il giornalista ci dirà che le statistiche sono ingannevoli e propenderà per una qualche teoria secondo cui solo i membri dell'ufficio politico del Partito possono comprare una decina di milioni di smartphone a testa all'anno che tengono chiusi in qualche villona lastricata d'oro. Il campus Foxconn, ci informa invece Wired, ha già spacci aziendali dove i lavoratori possono acquistare i prodotti da essi fabbricati a prezzi scontati (sono forse coloro che pagano meno al mondo le "i robe"). Questi centri chiamati Mille cavalli al galoppo sono progettati per diventare negozi di elettronica per il resto della Cina. Foxconn prevede di offrire ai dipendenti franchising e anche concedere loro un piccolo capitale di avvio (Johnson 2011). Da notare che si parla di un orario dalle quattro a mezzanotte, sette giorni su sette che evidentemente è l'orario in cui si lavora alla Foxconn che il "giornalista"(si fa per dire) del Corriere cerca di far passare come l'orario normale di un operaio. Ed è del tutto naturale che uno che ha solo quattro ore al giorno per riposare non possa fare altro che suicidarsi.
Nei commenti degli articoli spesso intervengo persone che riportano di essere stati in un certo numero di fabbriche in Cina e che la Foxconn è di gran lunga al di sopra delle condizioni di lavoro nella maggior parte della Cina. Non è una vecchia fabbrica della Cintura della Ruggine degli anni '50-'60 ma un'azienda high-tech. I giornalisti che conoscono la Cina vi diranno che questi lavoratori ricevono una retribuzione più elevata della media in Cina afferma Patrick Mattimore. La paga è bassa rispetto agli standard americani (ovvio), ma le condizioni di lavoro sono soddisfacenti. Le fabbriche sono pulite e ben tenute. "Io non posso confrontare i numeri con quelli di altre aziende, non ho queste informazioni (nemmeno i giornalisti a quanto pare). Sono stato in un impianto Foxconn e le condizioni già molti anni fa erano migliori di quelle vedo spesso in Cina!". E' ovvio che alla Foxconn si lavora per salari che sono bassi per gli standard occidentali, con orari che per gli occidentale sono lunghi, in condizioni che agli occhi degli occidentali non sono l'ideale, facendo lavori noiosi come nel resto del mondo ma infinitamente migliori che nei paesi allo stesso livello di sviluppo della Cina.
Mattimore scrive: "Da quando ho scritto l'articolo sulla Foxconn, ci sono stati altri due suicidi, ma io continuo a pensare che sia importante mettere i suicidi in un contesto più ampio che non semplicemente dare la colpa all'azienda. Senza dubbio, vi è un elemento di copione seguito dai giornalisti, come con gli accoltellamenti scuola che avvengono negli USA". Mattimore sostiene che quando ha scritto sulla questione il punto "non era quello di difendere Foxconn. Ho anche scritto su France Telecom lo scorso anno (poi affronteremo la questione). Il punto più grande è che quando queste storie diventano "notizie" i media dovrebbero assumersi la responsabilità di fornire anche un po' di contesto. In caso contrario, si ha una reazione isterica del pubblico e l'azienda agisce precipitosamente su tali questioni per limitare i danni" (Fromski 2010).
Da notare che in questo video viene fuori
la verità sulla scarsa rilevanza statistica
dei suicidi alla Foxconn
Molto probabilmente alla Foxconn, un'aziende monitorata dalle organizzazioni dalle organizzazioni quali il Fair Labour, ci sono dei problemi relativi agli straordinari che eccedono le norme locali. Ma bisogna dire che i migranti considerano la possibilità di fare straordinari come una sorta di benefit da parte dell'azienda che gli consente di mettere da parte più soldi per poi impiantare un lavoro in proprio, magari nei servizi una volta rientrati a casa definitivamente. Infatti una inchiesta della Apple dopo che nel 2006 qualcuno ha scritto sugli straordinari forzati è giunta alla conclusione che non c'era nulla del genere. Comunque l'azienda si è impegnata da assumere nuovi lavoratori e impedire gli straordinari che eccedono dalle norme locali. Questo non piace affatto ai lavoratori, come era prevedibile. Scrive la Reuters: "Siamo qui per lavorare e non per giocare, quindi il nostro reddito è molto importante", ha detto Chen Yamei, 25 anni, un operaio Foxconn di Hunan che lavora nella fabbrica da quattro anni. "Ci hanno appena detto che possiamo solo lavorare per un massimo di 36 ore al mese di straordinari. Io vi dico, che molti di noi sono infelici con questo. Noi pensiamo che 60 ore di straordinario al mese sarebbero ragionevoli e che 36 ore sarebbero troppo poco", ha aggiunto. Chen ha detto che ora guadagna un po 'più di 4.000 yuan al mese (634 dollari, oltre 1000 considerata la capacità d'acquisto). (Abrams 2012). Addirittura per la fine del 2013 è prevista una paga base di 4000 che con gli extra potrebbe arrivare tranquillamente a 6.000 yuan (1.500 dollari come capacità d'acquisto)(Lee 2012). Molti giovani italiani al primo impiego potrebbero già farci un pensierino [4]. Le centinaia di lavoratori della Foxconn intervistati dalla Fair Labour Assiociation, hanno risposto così sugli straordinari: il 48% dei lavoratori pensavano che i loro orari fossero ragionevoli. Il 34% ha dichiarato di voler lavorare più ore. Solo il 18% ritiene che lavorava troppo. Ossia l'82% dei lavoratori di Foxconn pensa che le ore siano ragionevoli oppure vuole lavorare più (Blodget 2012). La ragione è semplice. Si guadagna di più e si vive meglio. "Questi lavoratori tendono a fare volontariamente un lavoro straordinario considerevole, cercando di risparmiare il più possibile e il più rapidamente possibile, in modo da tornare al loro villaggio di origine, spesso per avviare un'impresa." (Economix Editors 2012). Forse il solo effetto che avranno queste organizzazioni umanitarie sarà quello paradossale di aumentare i suicidi perché i lavoratori non riescono a fare abbastanza ore straordinarie!!! In ogni caso è giusto che chiunque impianti un'azienda in Cina rispetti la legislazione locale sul lavoro. "Diversa è la questione per le piccole fabbriche che a volte violano le norme del lavoro sfruttando a proprio vantaggio alcune norme e costringendo i lavoratori ad accettare ore aggiuntive con poco o nessun paga extra, o pagare a cottimo, in modo da mascherare ciò che è straordinario e ciò che non lo è. I lavoratori cinesi sono diventati più assertivi e portano un flusso costante di denunce ai tribunali del lavoro quando sentono di essere stati truffati, chiedendo arretrati."(Economix Editors 2012).
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Su 17 lavoratori intervistati dal CLW alla Foxconn, 14 sono soddisfatti del cibo della mensa, e tre non sono così contenti ma soprattutto per l'affollamento e il rumore. |
In ogni caso la Fair Labour Assiociation sostiene nel suo report "I valutatori SCI hanno trovato che i salari sono pagati con regolarità e sono superiori ai minimi legali. Il salario minimo legale a Shenzhen è RMB1500, mentre il salario di ingresso alla Foxconn è RMB1800. Dopo il periodo di prova, i salari salgono fino a circa RMB 2200....I pagamenti per congedo di malattia sono più alti rispetto al requisito legge locale, i lavoratori sono compensati al 70% rispetto al requisito minimo di legge del 60%. Le ore di lavoro straordinario vengono pagate con premi adeguati. Inoltre, la legge richiede che il sindacato si assicuri che i lavoratori siano a conoscenza del diritto del lavoro e dei regolamenti. Il sindacato della Foxconn pubblica opuscoli spiegando il suo ruolo e le attività, ma, si dice, i nostri dati dell'indagine dimostrano che questo non ha accresciuto la consapevolezza dei lavoratori o i tassi di partecipazione. " (Fair Labour 2012).
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Colpevolizzazione del consumatore occidentale |
Colpevolizzazione del consumatore
"Hai un iPhone o un iPad? Se è così, stai mettendo la vita del popolo cinese a rischio. Il tuo desiderio di un gadget raffinato e sexy sta costringendo i cinesi a lavorare in condizioni di schiavitù per assemblare i pezzi di vari prodotti Apple - e spingendo alcuni al suicidio." (O’Neill 2010). La Foxconn, costruisce per altro apparecchiature elettroniche per Apple, ma anche per Nintendo, Microsoft, Dell Dell, Motorola, Nokia, Hewlett-Packard, e gli altri. O'Neill afferma giustamente che "è un anti-capitalismo altamente (o bassamente) infantile immaginare che le scelte di consumo degli occidentali abbiano un impatto diretto e causale sul tenore di vita degli orientali." Tutta la trama della "non-storia è stata guidata da una forma abbastanza grottesca di colpevolizzazione del consumatore occidentale. Per i giornalisti che non amano altro che solo i racconti morali in bianco e nero, con consumatori avidi in un angolo e i poveri lavoratori stranieri dall'altra parte". L'inizio della storia è coinciso con il lancio dell'iPad con un tempismo perfetto con i consumatori in fila per comprarne uno. (O’Neill 2010).
Il classico del giornalismo italiano sulla colpevolizzazione del consumatore fu un articolo di Federico Rampini per Repubblica dallo shoccante titolo " I lager cinesi che fabbricano il sogno occidentale" che iniziava così: "Per confezionare un paio di Timberland, vendute in Europa a 150 euro, nella città di Zhongshan un ragazzo di 14 anni guadagna 45 centesimi di euro. Lavora 16 ore al giorno, dorme in fabbrica, non ha ferie né assicurazione malattia, rischia l'intossicazione e vive sotto l'oppressione di padroni-aguzzini. Per fabbricare un paio di scarpe da jogging Puma una cinese riceve 90 centesimi di euro: il prezzo in Europa è 178 euro per il modello con il logo della Ferrari. Nella fabbrica-lager che produce per la Puma i ritmi di lavoro sono così intensi che i lavoratori hanno le mani penosamente deformate dallo sforzo continuo. " (Rampini 2005). La Cina come un enorme lager al servizio dei viziatissimi consumatori occidentali. Insomma come se gli anglosassoni durante la guerra si lavassero con il sapone ottenuto dai corpi degli ebrei cremati nel lager nazisti secondo l'immaginario popolare..
Ciò che è veramente guida la storia dei suicidi "iPad" è il desiderio di creare un moralismo a buon mercato in cui il presunto comportamento avido dei consumatori occidentali direttamente è responsabile per le condizioni di vita delle persone "là". "Si tratta di una versione aggiornata, la versione laica, di ciò che gli educatori cattolici dicevano ai bambini che non mangiavano a cena o che chiedevano le Nike : 'Pensate ai bambini neri che non hanno nulla ...' Proprio come quella forma di ricatto morale preso da un approccio apolitico, astorico alle questioni della politica e dell'economia - che ignora la natura dello sfruttamento e di ciò che rappresenta - così la storia dei 'suicidi' iPad manca una qualunque comprensione e riduce invece tutto a un immaginario, il rapporto morale tra Acquirente e Fabbricante, l'avido occidentale e l'orientale schiavizzato. Si tratta di 'anti-capitalismo' ridotto a un lamento infantile (O’Neill 2010). In effetti, il messaggio paternalistico del loro racconto morale non è solo che gli occidentali dovrebbero imparare a vivere con meno, ma che dobbiamo anche contribuire a salvare i poveri cinesini, rifiutando di comprare i prodotti cattivi di Steve Jobs. Sarebbe meglio offrire la solidarietà proprio a quei cinesi che lottano per migliori condizioni di lavoro e smettere di fantasticare che con acquistando un iPad li uccideremmo e non comprandolo li salveremmo" (O’Neill 2010).
Francesco Lippi du Noise from Amerika analizza l'articolo del giornalista del Corriere:
L'ignoranza economica e il pregiudizio che trasudano da questo articolo sono veramente formidabili. Nessuno nega la durezza delle condizioni di vita in fabbrica nei paesi in via di sviluppo (vi ricordate qualche racconto dei vostri nonni, o dei padri per quelli non così giovani?), ma come fa Massimo Sideri a collegare con tanta sicurezza questi suicidi alle condizioni di lavoro nella fabbrica? Ha aperto Internet? Wiki? Glielo ha detto un suo amico ben informato? Su cosa si basa, insomma, la sua sentenza? (Lippi 2010).
"Questo giornalismo sciatto è un problema. - continua Lippi- Non è solo che un giornalista di un importante quotidiano non sappia fare un ragionamento elementare su un conto ancor più elementare, o che il suo direttore non capisca che sta pubblicando in prima pagina un articolo che non dovrebbe essere accettato come ''sufficiente'' nemmeno per un tema di prima liceo. Il problema, più grave, è che i lettori del Corriere siano indotti a leggere un fenomeno epocale, come quello del risveglio economico della repubblica popolare cinese, per mezzo di aneddoti e numeretti scelti ad arte per colpire i sentimenti umani che allignano in quasi tutti (i non-cinesi), sobillando la montagna di pregiudizi sulla cattiveria e crudeltà delle multinazionali (Steve Jobs che chiede scusa…), oltre che ovviamente dei cinesi stessi (Lippi 2010).
Note
[1] Ecco alcuni commenti ad una artciolo sulla Foxconn del New York Times. A parte la capacità d'acquisto notevolmente sovrastimata sono indicativi di come stia mutando la percezione della gente: "Solo alcuni numeri (da ABC Nightlines). Un pasto costa al lavoratore Foxconn 0,7 dollari al giorno. L'alloggio 17,5 dollari al mese, o 0.58$ al giorno. Il salario orario è 1,78 dollari, con un turno di 12 ore si arriva fino a $ 21,36 al giorno ancora prima di prendere gli straordinari, ed è esentasse. Un giovane, appena arrivato, prende $ 18,68 (cioè 21,36-(0.7x3) -0.58) al giorno con 3 pasti e un letto, risparmiando l'87% del suo stipendio. Nel Stati Uniti, un pasto simile costerà circa $ 6, e alloggio 600 dollari al mese (o 20 dollari al giorno). Il salario minimo in California è di circa $ 8 per ora, un turno di 12 ore (con 4 ore lavoro straordinario pagato una volta e mezzo) arriva fino a 112 dollari, o 84 dollari dopo il 25% di tasse. Al netto di 3 pasti e alloggio rimangono ogni giorno $ 46, o il 41% della sua retribuzione. Data 5-10 volte la differenza di potere d'acquisto, il giovane cinese risparmia una paga equivalente dai $ 90 a $ 190 al giorno (o media di $ 140). 140 dollari contro 46 dollari in potere d'acquisto. I giovani cinesi si 'sente' 2-3 volte più ricco di un giovane americano di circostanze similei(se esiste tale lavoro in America). Una pesantissima schiavitù!!! Gli unici perdenti sono i giovani americani che non hanno mai avuto la possibilità di ottenere una partenza nella vita lavorativa con lavori di 'start-up' in quanto tali.....Prima di considerare quei lavoratori "sfruttati" in Cina. I loro stipendi sono aumentati del 17% ogni anno con l'inflazione circa 4-6% all'anno. Ciò significa che gli aumenti salariali reali annui sono di oltre il 10%. I cinesi lavorano duro e si stanno tirando fuori dalla povertà con le proprie braccia. Infine consideriamo quei "dormitori" che ho visto. Essi non sono troppo diversi dalle camere condivise di dormitori universitari in cui ho vissuto tempo fa. Ed anche se si vedono dormitori nelle città cinesi, non si vedono la grande baraccopoli che si trovano in tutti gli altri paesi in via di sviluppo - tra cui l'India e il Brasile, infine la Cina è un paese che è quasi del tutto alfabetizzato -.. uomini e donne. In India in contrasto meno della metà delle donne sono alfabetizzate. Ma la lezione più importante è che i cinesi non stanno prendendo i "nostri" posti di lavoro. Qui da noi li hanno presi i robot."(Economix Editors 2012).
[2] Alla fine hanno fatto più danni i compassionevoli media occidentali e cinesi (che pure hanno ciurlato nel manico) con nil loro sensazionalismo che non la Foxconn che può sempre sostenere che avendo sottratto i migranti alla campagna (che ha un tasso molto maggiore di suicidi della città) e avendogli dato un'occupazione (che notoriamente riduce il tasso di suicidi). Mentre le varie Pun Ngai alimentando sconsideratamente le campagne di colpevolizzazione della Foxconn e del governo cinesi per motivi meramente ideologici hanno fatto la loro (piccola per fortuna) parte nell'aumentare i suicidi.
[4] Già nel 2011 la Cina aveva 24 milioni di smartphone contro i 23 milioni degli USA. (Choney 2011)
[5] Nei commenti a questo articolo di Wired si fa notare che nel corso di tre anni - dal 2007 fino al 2010, solo 17 persone su un milione si sono suicidate alla Foxconn ad un tasso medio annuo del 5,67 per milione o 0,567 per 100.000. Il tasso di suicidi nei college statunitensi è di 7,5 morti per 100.000 studenti ogni anno. Ciò significa che è 13,23 volte maggiore di quello della Foxconn, non quattro volte.
[2] Alla fine hanno fatto più danni i compassionevoli media occidentali e cinesi (che pure hanno ciurlato nel manico) con nil loro sensazionalismo che non la Foxconn che può sempre sostenere che avendo sottratto i migranti alla campagna (che ha un tasso molto maggiore di suicidi della città) e avendogli dato un'occupazione (che notoriamente riduce il tasso di suicidi). Mentre le varie Pun Ngai alimentando sconsideratamente le campagne di colpevolizzazione della Foxconn e del governo cinesi per motivi meramente ideologici hanno fatto la loro (piccola per fortuna) parte nell'aumentare i suicidi.
[4] Già nel 2011 la Cina aveva 24 milioni di smartphone contro i 23 milioni degli USA. (Choney 2011)
[5] Nei commenti a questo articolo di Wired si fa notare che nel corso di tre anni - dal 2007 fino al 2010, solo 17 persone su un milione si sono suicidate alla Foxconn ad un tasso medio annuo del 5,67 per milione o 0,567 per 100.000. Il tasso di suicidi nei college statunitensi è di 7,5 morti per 100.000 studenti ogni anno. Ciò significa che è 13,23 volte maggiore di quello della Foxconn, non quattro volte.
Bibliografia
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Beckett, Lois 2012. By the Numbers: Life and Death at Foxconn. ProPublica. 27 gennaio 2012.
Blodget, Henry 2012. Here's What's Ridiculous About The Apple-Worker-Abuse Scandal: The Workers Want To Work MORE, Not Less. 30. Marzo. 2012.
Cheng Q, Chen F, Yip PS. 2011. The Foxconn suicides and their media prominence: is the Werther Effect applicable in China? 2 Novembre 2011
Choney, Suzanne 2011. China overtakes US as largest smartphone market. NBC news. 23 Novembre 2011
Di Poppa, Geraldine 2012. Anche la Cina ha la sua Carlà. 16/11/2012.
Economix Editors 2012. The iEconomy: How Much Do Foxconn Workers Make? New TYork Times 24 Febbraio 2012,
ESWN 2010. Suicide Rates At Foxconn. 05/27/2010.
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Lee, Cyrus. 2012. iPhone manufacturer Foxconn to double worker salaries by 2013 for View from China | 29. maggio. 2012 http://www.zdnet.com/blog/china/iphone-manufacturer-foxconn-to-double-worker-salaries-by-2013/438
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