5. La via del socialismo
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Eco City e industrial park a Taijn |
Se si parla di socialismo, non dobbiamo dimenticarci ciò che il socialismo ha realizzato in Cina. Un tempo era terra di fame, povertà, disastri. Oggi niente di tutto questo. Oggi la Cina può nutrire, vestire, educare e curare 1 miliardo e duecento milioni di persone. Penso che la Cina sia un paese socialista, e il Vietnam pure sia una nazione socialista. Essi dicono che hanno introdotto tutte le necessarie riforme al fine di motivare lo sviluppo nazionale continuando a perseguire gli obiettivi del socialismo. Non ci sono regimi o sistemi completamente puri. A Cuba, per esempio, ci sono molte forme di proprietà privata. Abbiamo centinaia di migliaia di proprietari di aziende agricole. In alcuni casi essi possiedono fino a 110 ettari. In Europa sarebbero considerati grandi proprietari terrieri. Praticamente tutti i cubani sono proprietari della loro casa e, per di più, noi accogliamo con favore gli investimenti stranieri. Ma questo non vuol dire che Cuba ha smesso di essere socialista.
Gli alti tassi di crescita cinesi consentono un’espansione sempre maggiore del mercato interno L'espansione del mercato interno attira capitali stranieri. Gli investimenti stranieri in questo contesto creano posti di lavoro nel manifatturiero diminuendo la popolazione contadina e ciò contribuisce fortemente al miglioramento complessivo delle condizioni di vita di milioni di cinesi. La Cina rappresenta da sola il più grande ricettore d’investimenti diretti stranieri. A fine 2006 la mole di capitale investito ammontava a oltre 615 miliardi di dollari. 75 miliardi nel solo 2007. (Salickij 2008)
La sfida della globalizzazione la Cina l’ha già vinta attraendo il 65% dei 792 miliardi di dollari ricevuti da 21 paesi asiatici durante i passati cinque anni secondo l’Asian Development Bank. Gli investimenti diretti dall’estero si sono quasi triplicati dal 1980 fino a undici miliardi di dollari nel 1992, dopo il viaggio di Deng nel Sud, triplicandosi ancora a trentaquattro miliardi nel 1994 e raddoppiando poi a sessantuno miliardi nel 2004 fino ai settantadue miliardi nel 2007. (Hutton 2007, p. 97). Questo ha fatto dire a Lee Kuan Yew il padre fondatore di Singapore che la Cina è “un aspirapolvere per gli investimenti stranieri”(Hamlin 2008).