8. La schiavitù in fabbrica…ma dove?
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Immagine candidata Public Eye Awards del 2011. Naturalemente quelli raffigurati sono gli schiavi che costruiscono l'i-phone. La visione tipica che i neo-colianialisti occidentali hanno del lavoro nei paesi in via di sviluppo. |
Simone Pieranni, di China Files, collaboratore frequente del Manifesto sostiene che "In Cina si dice che quasi tutte le ong siano «ong con la g», nel senso che pur essendo nominalmente «non governative», hanno una spruzzata di «governativo»" (Pieranni 2014). La cosa sorprendente è che le principali fonti di Pieranni, China Files & company sono organizzazioni che si proclamano, sì, non governative ma che sono sicuramente finanziate se non diretta emanazione di un governo straniero che le utilizza per fini sovversivi, il regime change e per gettare nel caos coloro che sfidano la sua dittatura internazionale. In inglese vengono chimate GONGO (Governmental NGO) o al massimo QUANGO (Quasi non-governmental NGO). Prendiamo una di queste: il China Labor Watch. La stampa definisce il China Labor Watch "gruppo no-profit di New York". Quasi la metà dei finanziamenti del China Labor Watch vengono dal National Endowment for Democracy (NED), un istituto finanziato da una voce della Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale, che si riferisce al Dipartimento di Stato e al NED la cui mission è esportare “la libertà di sostenere in tutto il mondo” l’Impero americano [1]. Coloro che sono contrari o semplicemente recalcitranti vanno ovviamente rovesciati. Cioè il NED fa apertamente quello che la CIA faceva di nascosto. I finanziamenti da parte del NED al CLW sono in aumento. Data l'attenzione che la "sinistra radicale" dà al China Labor Watch e ad organizzazioni similari sembra che il loro sponsor, la CIA, sia nientemeno che l'avanguardia del proletariato cinese.
Il China Labor Watch (CLW) è strettamente coinnvolto nella cosidetta "Foxconnomy", ossia le periodiche campagne mediatiche che legano la Foxconn, azienda che costruisce smartphone e altra elettronica di consumo per varie aziende, alla Apple. E' provato che qualsiasi articolo sulla Foxconnomy-Apple porta a centinaia di migliaia di contatti in Internet [2]. Le condizioni di lavoro alla Foxconn, per ammissione stessa del CLW sono tra le migliori della Cina e forse dell'Asia. Da quando è stata creata nel 2000, la CLW ha avuto tutto sommato scarsi riscontri sulla stampa e in Internet fino al caso mediatico dei suicidi di Apple-Foxconn nel 2010 che porta una fortissima attenzione anche del mainstream. Il suo fondatore, Li, è diventato un importante pusher di notizie, più o meno attendibili, per giornali come il New York Times o il Whasington Post. Abbiamo detto pochi contatti tranne che sui giornali di sinistra in particolare quelli, aimè, poco influenti mediaticamente della sinistra radicale sempre pronti a scrivere storie strappalacrime sulla globalizzazione. Pazienza che il CLW sia finanziato del dipartimento di Stato USA, ma possiamo dire almeno che fornisca notizie attendibili e non indulga nel sensazionalismo per essere pubblicato e poi estorcere nuovi finanziamenti dai peggiori anticomunisti? Insomma lo spazio che gli viene offerto dalla sinistra persino radicale è almeno giustificato dalla qualità delle informazioni? Vedremo alcuni casi.