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Non indignari, non admirari, sed intelligeri

Spinoza


Il blog si legge come un testo compiuto sulla Cina. Insomma un libro. Il libro dunque tratterà del "pericolo giallo". Un "giallo" in cui l'assassino non è il maggiordomo ma il liberale. Peggio il maggiordomo liberale. Più precisamente il maggiordomo liberale che è in voi. Uccidetelo!!!Alla fine il vero assassino (a fin di bene) sarete voi. Questo sarà l'unico giallo in cui l'assassino è il lettore. A meno che non abbiate un alibi...ça va sans dire.

domenica 11 marzo 2012

2.1.14: La Bonus Army, Occupy Wall Street e altre storie

2. Ancora una primavera. Tienanmen e dintorni 
2.1 Il mito del massacro di Tienanmen


Si tende ad ignorare il numero limitato di opzioni che aveva di fronte il PCC per risolvere la situazione e non viene mai sfiorato l’argomento di cosa avrebbe fatto un governo occidentale in simili condizioni (vedi critica della Tristram) (Chang 2005). Lo stesso Clark rileva che governi come quello messicano e tailandese che effettivamente perpetrarono massacri contro gli studenti, rispettivamente nel 1968 e nel 1973, hanno goduto dell’appoggio occidentale mentre la Cina per un non-massacro ha subito ostracismo e sanzioni economiche. Sia in Messico che in Tailandia le autorità non intrapresero nessun dialogo con gli studenti. Le truppe si mossero immediatamente sparando sui dimostranti[1]. E’ difficile che un governo lasci per quasi due mesi il controllo della principale piazza della capitale, una piazza simbolo, ai manifestanti nella totale anarchia. Questo tipo di eventi non è unico della Cina. Le azioni intraprese dal governo USA per sopprimere i disordini dei propri cittadini afro-americani in molte città produssero parecchie vittime tra questa comunità[2].

Il candidato di Obama come capo del National Intelligence Council, l’organismo incaricato di redigere valutazioni sull'intelligence nazionale, Charles “Chas” Freeman Jr, scrisse nel 2006 in un forum: che “L'imperdonabile e abnorme errore” della leadership cinese fu di avere agito con troppa cautela. Ossia di avere agito in maniera irresponsabile: “Credo che nessun paese consentirebbe a un gruppo di dissidenti, intenti solo alla sovversione del naturale funzionamento delle proprie istituzioni, di occupare il cuore della propria capitale, per quanto affascinanti le loro grida di propaganda possano apparire a certi stranieri (Schoenfeld 2009)[3]”. Egli trova l'opinione dominante in Cina molto plausibile, ossia che l'errore davvero imperdonabile delle autorità cinesi è stato il mancato intervento quando tutti le altre misure non erano riuscite a ristabilire la tranquillità interna a Pechino e negli altri grandi centri urbani in Cina. In questa ottica, la risposta del Politburo alla folla a Tiananmen si erge come un monumento al comportamento eccessivamente cauto da parte della leadership, non come un esempio di azione avventata. Freeman non crede sia accettabile per un paese consentire che il cuore della sua capitale possa essere occupato da dissidenti con l’intento di disturbare le normali funzioni di governo, che siano veterani della  'Bonus Army' o una 'rivolta degli studenti dietro la Dea della Democrazia, essi devono aspettarsi di essere sloggiati dal suolo che essi occupano con un ordine di tipo militare. Egli non concepirebbe un governo americano che si comporti con la mal riposta moderazione che l'amministrazione Zhao Ziyang ha impiegato in Cina, permettendo agli studenti di occupare le zone che sono l'equivalente della Washington National Mall e Times Square combinate assieme, con la chiusura di gran parte delle normali attività del governo cinese.  Si augura dunque che nessun governo cinese possa ripetere gli errori della tattica dilatoria sostenuta da Zhao Ziyang di accondiscendenza nel trattare con i manifestanti in Cina (Goldfarb 2009). Del resto già la Tristram, pur confessandosi simpatetica con gli studenti, faceva notare che la pazienza del regime (grazie alla forte presenza di elementi pro-democratici nella struttura del potere che trattengono la mano della 'linea dura') è durata molto più a lungo, per esempio, che quella del governo francese (in tutte le proteste studentesche dal 1968) o anche del governo Thatcher nella sua risposta alla marcia degli studenti sul Parlamento e Downing Street nel 1988 (un affare molto più soft rispetto alle dimostrazioni di Tiananmen). Da chi controlla il potere di qualsiasi stato ci si può aspettare di adottare misure severe contro coloro che attaccano i simboli della sua autorità, e in questo contesto il governo cinese ha agito senza la fretta dovuta.


L'ex premier conservatore Edward Heath affermò: "C'era stata una crisi dopo un mese in cui le autorità civili sono state sfidate. Sono passate all'azione. Molto bene" in seguito fece delle precisazioni in cui prendeva le distanze dalla repressione, ma sostenne anche, parlando di Tiananmen, che " ... in generale, l'Occidente deve imparare a essere un po’ più cauto a giudicare gli affari politici in altre parti del mondo con i nostri standard soggettivi."(Kamm 2006). Così ragionava un vecchio conservatore: l''imperialismo umanitario "progressista" e neo-con doveva ancora venire.

Scrive Henry Kissinger che è improbabile che un qualsiasi governo presieda supinamente alla propria scomparsa e che: “Nessun governo al mondo avrebbe tollerato che la principale piazza del paese fosse occupata per otto settimane da decine di migliaia di persone che hanno impedito all'autorità di avvicinarsi all'area di fronte al palazzo del governo centrale”. In Cina, una dimostrazione di impotenza nella capitale avrebbe scatenato il regionalismo sempre in agguato come i signori della guerra nelle province. Egli difende Deng che comunque si è impegnato nella riforma che è stata lo scopo della sua vita e causa di sofferenza personale: “L'esitazione di otto settimane prima del giro di vite, l'impegno anche di Li Peng per incontrare i leader degli studenti, la visita di Zhao Ziyang e Li Peng agli scioperanti della fame in ospedale dimostrano la riluttanza (all’uso della forza)” (Kissinger 1989).

E’ un fatto storico nessun governo ha mai tollerato l’occupazione della piazza principale del paese per così tanto tempo. La Tailandia ha avuto il record delle proteste di massa per 193 giorni nel 2008 ma l’impatto delle proteste sul lato economico è stato devastante: l’indice borsistico è crollato del 24,7% e la moneta calò per un intero anno. La chiusura degli aeroporti per le proteste ha causato 100 milioni di dollari al giorno. I danni alla proprietà furono di 300.000 milioni di dollari (Jones 2009).


Il raffronto che spesso viene richiamato (Salisbury, Freeman ecc.) è quello con la Bonus Army, i veterani della prima guerra mondiale che protestavano per il bonus a cui avevano diritto per i giorni passati in guerra. Migliaia di militanti della "Bonus Expeditionary Force" si accamparono a Washington per premere sul parlamento americano. Il presidente Hoover mobilitò alcuni tra i maggiori generali americani come Douglas MacArthur, Dwight Eisenhower e George Patton. Ci furono morti, tra cui due bambini, feriti e numerosi arresti. MacArthur ha sperimentato per la prima volta i carri armati Sherman sulla Pennsylvania Avenue, e poi la cavalleria ha caricato con le sciabole 2000 veterani di guerra e le loro famiglie (affamati e veramente disarmati), che rimanevano accampati nella capitale e chiedevano i soldi che gli erano stati promessi. La fanteria entrò nei campi dei veterani con le baionette innestate e con lanci di gas di adsamite. Qui non c’erano decine di migliaia di manifestanti alcuni dei quali in possesso di AK 47. La maggior parte dei manifestanti per altro erano già partiti. Non c'erano telecamere e satelliti per trasmettere le immagini di quanto accaduto nella capitale USA in quel giorno d'estate. Pochi giornali hanno condannato la repressione ordinata del presidente Hoover. Da allora, nessuno ha ricordato l’anniversario e non c'è nessun monumento a Washington per le vittime. La maggior parte degli americani non hanno mai sentito parlare della Bonus Army e del suo destino. Quale dei due governi, Americano o cinese, ha reagito in maniera avventata? Douglas MacArthur, Dwight Eisenhower e George Patton, lungi dall'essere criminalizzati, sono tuttora onorati per avere fatto il loro dovere. Eisenhower divenne addirittura presidente degli USA.

Quando il governo cinese ha deciso di ordinare all'esercito di porre fine alle manifestazioni e disperdere la folla, la situazione era fuori controllo. Naturalmente, la domanda è cosa farebbe il governo degli Stati Uniti o qualsiasi altro governo se oltre un milione di persone si accampassero presso la sede stessa del potere, con la richiesta del rovesciamento della leadership? Le proteste di massa negli USA anche con poche centinaia di persone richiedono un processo di approvazione. La negazione degli spazi ricorre piuttosto spesso e per legge ci sono “no protest zone” (Jones 2009).   A Washington, DC, un evento del genere è impossibile. Le marce nella capitale degli USA devono essere approvate e coordinate in anticipo con l'assistenza del Congresso, delle diverse forze di polizia (polizia cittadina, Park Service, Capitol Police, Servizi segreti) con preparativi per servizi igienici, parcheggi, gestione della folla e di controllo del traffico.

Quando la polizia di Chicago ha affrontato i manifestanti per la convention nazionale del Partito Democratico nel 1968, la folla cantava "il mondo intero sta guardando" i giovani manifestanti hanno creduto che la televisione svergognasse le autorità trasmettendo le loro azioni. Ma due anni dopo, gli studenti sono stati uccisi durante le proteste alla Kent State University in Ohio. Per tutto il 1960 e nei primi scontri 1970 ci sono state repressioni nelle città americane, compresa la capitale, con truppe e carri armati. Erano passati quasi venti anni da quel periodo, quando il pubblico del mondo ha visto le proteste di piazza Tienanmen dispiegarsi in televisione nell'estate del 1989. Erano passati una trentina d’anni dalla repressione del 1932 nella capitale USA, quando sono scoppiate le forti proteste degli anni ‘60, ma nessuno ricordava la Bonus Army. Se una protesta spontanea con una scala di grandezza paragonabile a quella di Tienanmen si fosse verificata a Washington, sarebbe stata repressa più rapidamente.

Ancora dopo vent'anni i media occidentali sono particolarmente fissati con ciò che è successo in piazza Tienanmen nel giugno del 1989. E' ora di smettere di soffermarsi solo su questo evento che riguarda un particolare momento storia moderna cinese. Dobbiamo guardare il nostro passato, rivedere le nostre esperienze, e non giudicare alla cieca. Nelle parole del memoriale del massacro della Kent State University, sta scritto che dovremmo 'Informarci, imparare, riflettere" scrive Ben Calmes (Calmes 2009).

I tank e soldati armati erano stati mandati verso gli studenti senza munizioni per evitare sparatorie. Il risultato fu la cattura di tank e armi da parte dei  rivoltosi.  Si può dire che il governo fece di tutto per evitare uno spargimento 
di sangue. Cosa che invece volevano gli estremisti per "risvegliare il popolo".
Durante il famoso maggio francese il governo sembrava essere prossima al collasso, il presidente  De Gaulle, dopo aver verificato che i militari gli erano leali andò alla radio il giorno successivo (era in corso uno sciopero) per annunciare lo scioglimento dell'Assemblea Nazionale, e indire le elezioni il 23 giugno. Il presidente ha ordinato ai lavoratori di tornare a lavorare, minacciando di istituire uno stato di emergenza se non lo avessero fatto. I lavoratori sono tornati gradualmente a lavorare o sono stati cacciati dai loro impianti che occupavano da parte della polizia. Il sindacato studentesco ha sospeso le manifestazioni di piazza. Il governo ha messo fuorilegge un certo numero di organizzazioni di sinistra. La polizia ha ripreso la Sorbona il 16 giugno. De Gaulle ha trionfato nelle elezioni legislative di giugno, e la crisi si è conclusa. La Festa della presa della Bastiglia il 14 luglio ha visto le manifestazioni di piazza risorgere nel Quartiere Latino, con conseguente spargimento di sangue, causato dalla repressione brutale da parte della polizia degli studenti e persino dei turisti accorsi per la festa nazionale.

 Scrive la Tristram: 
Il governo cinese mandò all'inizio 
truppe disarmate.
I loro camion furono bruciati.
In Middlemarch di George Eliot Dorothea osserva che, mentre tutti hanno condannato il suo comportamento, “nessuno ha dichiarato cosa avrebbe fatto se fosse stato nei suoi panni. Quando, nell'autunno del 1989, ho riguardato i vecchi numeri del Guardian, del Times e dell' Independent da aprile ad agosto, ho pensato a questa che frase riassume l'atteggiamento della stampa nei confronti della leadership cinese. Nessuno si è chiesto ciò che il governo britannico avrebbe fatto nella loro situazione, ma se ci si chiedesse questo la risposta sarebbe abbastanza semplice. Supponiamo che migliaia di studenti pongano l'assedio a Downing Street chiedendo dichiarazioni dai membri del governo sulle loro rispettive retribuzioni ed interessi economici, combattendo con la polizia mentre cercano di forzare l’ingresso e si accampino fuori. Supponiamo che in decine di migliaia abbiano bloccato le strade di accesso da Harrow a Trafalgar Square con dimostrazioni, occupando un miglio quadrato nel pieno centro di Londra, interrompendo una visita di stato di grandissima importanza, abbiano esteso la loro permanenza per più di sette settimane ed eretto una statua di Mao davanti a Buckingham Palace. Avrebbe la signora Thatcher colloquiato con gli studenti, facendosi riprendere dalla televisione nel Palazzo di Westminster quattro settimane prima, mentre il presidente del NUS (National Union of Students), la rimprovera con un dito minaccioso, dicendo: 'E' tuo dovere di combattere la corruzione?'. Essa avrebbe quindi visitato gli scioperanti della fame e espresso preoccupazione per la loro salute? E quando gli studenti si fossero fatti beffe della legge marziale e avesse inviato l'esercito, avrebbe mandato soldati disarmati, o con l'ordine di non sparare, in prima istanza? Certo che no (Tristram 1992).

Massacro di studenti a Bangkog nel 1976
Ai primi di giugno del 1989 la polizia di Hong Kong fu inviata prontamente a sedare una sommossa a seguito di una dimostrazione per la democrazia che portò a vari danneggiamenti. È stato affermato, che la repressione era avvenuta per sopprimere gli "elementi criminali e ribelli". Le strade erano state sgomberate entro due ore e non c’è stata alcuna ulteriore marcia.

Quello che si è visto sui media occidentali ha prodotto una certa visione della Cina completamente difforme dalla realtà. Quale governo avrebbe tollerato che la Piazza principale del paese fosse occupata per settimane da manifestanti che, in una continua guerra per bande, giocavano a rubarsi il microfono e la leadership? Chi avrebbe mandato i soldati disarmati davanti a gente che voleva immolarsi dopo avere immolato un buon numero di soldati? Berlusconi ha minacciato di mandare la polizia contro gli studenti che occupano le Università cioè per molto meno, e Sarkoszy ha represso senza tante storie le proteste degli immigrati nelle banlieu. 



Il movimento "Occupy Wall Steet" che ha addirittura fatto un manifesto che riecheggia i fatti di Tienanmen. ha portato a varie centinaia di arresti non appena ha messo il naso fuori dagli spazi in cui era relegato. Lo stesso è avvenuto con gli indignados. "Per quasi sette settimane intere, comprese due settimane dopo che la legge marziale era stata promulgata, i manifestanti sono stati autorizzati a rimanere in piazza Tienanmen. Consideriamo che i manifestanti di Occupy Wall Street sono stati vittime della repressione della polizia con arresti di massa ancora nella fase iniziale... Nel corso del 1989 degli incidenti di Tienanmen, i manifestanti che hanno eretto barricate contro le autorità; mentre nel corso delle proteste del 2011 Occupy Wall Steet, è stato il governo degli Stati Uniti che ha impostato barricate contro i manifestanti. Una semplice camminata attraverso la linea stabilita dalla polizia significava l'arrestato in nome della legge" scrive il giornalista Wei Ling Chua (Chua, 2014). Per una gomitata ad un poliziotto (che gli aveva messo le mani sul seno) una ragazza che ha partecipato s0lo occasionalmente rischi ora sette anni di galera.
Occupy Wall Street.Oakland 2011


Alcune delle notizie su questo movimento: Il 5 giugno 2001 a Lisbona la polizia è intervenuta quando un giovane ha cercato di appendere uno striscione nella giornata del silenzio prima delle elezioni politiche anticipate, arrestando tre persone. Il 2 ottobre la polizia arresta 770 dimostranti per avere bloccato il traffico sul ponte di Brooklin a New York. Il 4 novembre la polizia ha reagito con cariche, lacrimogeni e proiettili di gomma con oltre 100 arresti e otto feriti (cinque manifestanti e tre poliziotti). Il 5 novembre gli agenti in tenuta antisommossa hanno costretto gli occupanti di Zuccotti Park ad andarsene per "ragioni igieniche" e settanta arresti. Anche in California, i dimostranti sono stati allontanati: trentatré arresti. I giornalisti, come riferisce il New York Times, sono stati allontanati dalla zona e non hanno potuto vedere cosa stava accadendo. Sono settanta le persone arrestate per aver opposto resistenza. In entrambi i casi centinaia di poliziotti in assetto anti-sommossa, il capo protetto da caschi e gli scudi in pugno, hanno atteso la notte per agire. Il 30 novembre massiccio dispiegamento di 1.400 agenti ad Oakland. Secondo un fotografo della France Presse, al momento dell'intervento della polizia erano circa 500 le persone ancora presenti sul posto. Un resoconto in teoria "illegale", visto che stando a quanto riportato dal sito del Los Angeles Times, la polizia prima di entrare in azione avrebbe chiesto ai giornalisti e ai fotografi di lasciare l'area. La richiesta ha fatto infuriare i manifestanti che hanno gridato al "black out mediatico". Circa 200 persone sono state portate nei commissariati. 11 maggio 2012 i manifestanti si sono concentrati a Puerta del Sol con l'intenzione di restarvi accampati per tre giorni fino, fino alla data dell'anniversario, nonostante l'avviso contrario delle autorità cittadine - che hanno autorizzato solo cinque ore di assemblea per oggi e altre dieci ore nei prossimi giorni -, accompagnato dal dispiegamento di duemila agenti in assetto antisommossa. "Non vi saranno accampamenti, perché si tratta di atti illegali", ha detto il ministro degli Interni, Jorge Fernandez Diaz. Nessuno in Occidente ha tollerato nemmeno una pallida replica di Tienanmen.

Pomfret il corrispondente del Washinton Post, più volte citato, recensendo un libro di Ezra Vogel scrive: "Nel discutere le uccisioni intorno a piazza Tienanmen, Vogel si chiede perché l'Occidente sia così ossessionato da questa repressione, quando massacri più sanguinosi sono stati commessi in Asia da governi sponsorizzati dal governo americano  - come le uccisioni di Kwangju in Corea del Sud nel 1980 e l'abbattimento dell'élite intellettuale di Taiwan nel 1947 - relativamente passata inosservata negli annali della storia. Egli osserva che, per dirne una, le manifestazioni che hanno portato alla repressione del 1989 sono state viste in diretta nei salotti di tutto il mondo. Più in profondità, s’ipotizza che forse la ragione è che gli americani hanno sempre avuto aspettative fuori misura sulla Cina" (Pomfret 2011).
Il poster è stato prodotto   dall'Associazione degli Studenti di Medicina  di Pechino a sostegno dell'Incidente di Shanghai. Il suo lo scopo era di sensibilizzare la comunità internazionale di Pechino (inutilmente a quanto pare).

Questo senza parlare dei massacri coloniali [4]. Uno fra tutti il 30 maggio del 1925, quando le forze di sicurezza britanniche hanno ucciso 13 studenti e lavoratori (realmente disarmati) a Shanghai che protestavano contro i poteri extraterritoriali degli stranieri in Cina. Nei mesi successivi, associazioni studentesche, gruppi mercantili e le organizzazioni dei lavoratori hanno prodotto opuscoli e conferenze di strada organizzando manifestazioni e cerimonie commemorative. Lo spargimento di sangue ha scatenato proteste in tutto il paese che hanno coinvolto milioni di persone. Il 3 giugno 1925, per esempio, 30.000 studenti di Pechino hanno lasciato le loro aule per manifestare. Durante l'estate, studenti e lavoratori di volta in volta hanno minacciato di prendere in consegna le strade della Cina urbana. Ad agosto, il movimento è stato soppresso a livello nazionale.  Ma questo nessuno se lo ricorda, tantomeno l'impero britannico.




[1] Il 2 ottobre del 1968, ci fu il massacro di Città del Messico conosciuto come “La Noche de Tlatelolco” quando circa 10.000 studenti universitari e liceali si riversarono in piazza per denunciare la corruzione del governo. Protestavano anche contro l’intervento della polizia di qualche giorno prima nelle università, dove gli studenti furono picchiati indiscriminatamente. Il “Battaglione Olimpico” dell’esercito aprì il fuco uccidendo un trentina di dimostranti, ferendone centinaia e arrestando centinaia di dimostranti. Le inchieste successive dimostrarono che la polizia aprì il fuoco deliberatamente. Inoltre la Cia non fu estranea alla preparazione del massacro. Un altro caso il massacro di Gwangju in Corea del Sud per protestare contro i golpisti che avevano preso il potere l’anno precedente, dove morirono circa 144 civili (ma altre fonti parlano di miglia di morti). Avvenuto a quanto pare con la con la complicità più o meno esplicita degli USA. Per non parlare di quando la Guardia Nazionale uccide a freddo quattro studenti ferendone una decina.
[2] L'intervento dei paracadutisti durante la rivolta nel ghetto nero di Detroit nel luglio del 1967 produsse quaranta morti e circa duemila tenti tra i dimostranti e altri venti morti e 1500 feriti a Newark.
[3] La stampa americana ha preso a pretesto da queste dichiarazioni per condurre un gioco al massacro contro Freeman, presidente del Middle East Policy Council, colpevole anche di avere posizioni non troppo tenere nei confronti di Israele. Insomma i governanti cinesi sono i veri assassini mentre quelli israeliani sono solo biricchini.

[4] Uno per tutti. Il 13 aprile 1919 ad Amritsar, nel Punjab, il generale Reginald Dyer ordinò alle sue truppe, di aprire il fuoco sulla folla che assisteva ad un comizio in una piazzetta della città, causando più di 1500 tra morti e feriti. Non ritenne di sparare alcun colpo di avvertimento affinché la folla si disperdesse. I partecipanti protestavano contro il Rowlatt Act, legge che consentiva incarcerazioni arbitrarie di dissidenti senza alcun processo. In questo caso si può parlare di massacro deliberato


Bibliografia
Ben Calmes 2009. Tiananmen 1989 20 Years Later: A Perspective, Sinomania
Chang, A., 2005. Revisiting the Tiananmen Square Incident: A Distorted Image from Both Sides of the Lens. Stanford Journal of East Asian Affairs.
Chua,Wei Ling 2014. Tiananmen Square "Massacre"? - The Power of Words vs. Silent Evidence (The Art of Media Disinformation is Hurting the World and Humanity), Createspace 2014.
Festa, Roberto 2014. Occupy Wall Street, giudicata colpevole Cecily MCMillan: rischia 7 anni, Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2014
Jones, M. A.. 2009. “Sorting Fact from Fiction – Tiananmen Revisited (Part 1).” Fool’s Mountain: Blogging for China. http://blog.foolsmountain.com/2009/05/08/sorting-fact-from-fiction-%E2%80%93-tiananmen-revisited-part-1/
Kamm, O., 2006. Livingstone (and others) on China. Available at: http://oliverkamm.typepad.com/blog/2006/04/livingstone_and.html.
Kissinger, H.,. 1989. “The Caricature of Deng as a Tyrant Is Unfair.” Washington Post. http://www.naomiklein.org/shock-doctrine/resources/part4/chapter9/caricature-deng-tyrant-unfair.
Tristram, Philippa 1992“Tiananmen Revisited (print Version). London Review of Books 14 No. 22 (November 19).




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Debunkers dei miti sulla Cina. Avversari della teoria del China Collapse e del Social Volcano, nemici dei China Bashers.